Maggio musicale, De Zordo e Grassi: "Il Comune assente oggi a iniziativa sul futuro delle Fondazioni: è interessato al futuro del Maggio?"
Questo l’intervento dei consiglieri Ornella De Zordo e Tommaso Grassi
“Comune di Firenze: assente! nessuno dei rappresentanti del Comune di Firenze, che pure esprime il Presidente tuttora in carica della Fondazione, aveva accettato di intervenire, sebbene invitato espressamente, all'incontro dedicato a "Le Fondazioni lirico-sinfoniche in tempo di crisi e i recenti provvedimenti legislativi", che si è tenuta questa mattina alla Camera del Lavoro di Borgo de' Greci. E non è certo rilevante il fatto che l'assessore alla cultura, dopo aver comunicato la sua assenza, sia inaspettatamente comparso alle 13.30 cioè alla fine dei lavori,probabilmente dopo aver letto la nostra domanda di attualità.
Sono intervenuti, oltre a sindacalisti di CGIL, CISL, UIL e CISAL, il commissario straordinario, il sovrintendente del Teatro Carlo Felice di Genova, numerosi parlamentari e rappresentanti della Regione Toscana e della Provincia di Firenze. Peccato che sia mancata una voce certamente non secondaria per il futuro del maggio. Sarebbe stato interessante e utile sapere che cosa pensa il Presidente della Fondazione ad esempio su quali e quante risorse pensa di dare , visto che entro gennaio deve essere presentato (per la legge 112/2013 art. 11 lettera b) un Piano di risanamento nel quale si devono dichiarare le risorse provenienti da enti pubblici e da privati.
O anche conoscere quale sia la posizione del Comune in relazionea quanto espresso dal Commissario nei giorni scorsi rispetto alla cessazione dell'attività di MaggioDanza e alla cessioni di rami d'azienda quali i canali dedicati alla vendita.
E ancora, quale idea di teatro futuro abbia Palazzo vecchio in relazione, oltre che al Nuovo Teatro, alla qualità della produzione, della programmazione, della ripatrimonializzazione, dell'obbligo derivante dalla legge 800/67 che recita " i Comuni nei quali ha sede l'ente lirico o l'Istituzione concertistica , sono tenuti a mettere a disposizione dell'Ente o Istituzione medesimi, i teatri e i locali occorrenti per lo svolgimento dell'attività".
Deve infatti essere chiaro che se con il commissariamento è decaduto il cda, non per questo non esiste più una Fondazione e tanto più dovrebbe esistere un'amministrazione comunale che si preoccupa di salvaguardare la qualità e il futuro di una delle istituzioni più prestigiose in città”.
(fdr)