"Sempre meno risorse per i più bisognosi" l'intervento del vicepresidente Scino (Pd)
"Mentre quindici milioni di persone sono a rischio di estrema povertà, l’Associazione Banco Alimentare Roma – ONLUS, che ha contestualizzato la posizione della Federazione Europea, ha testualmente riferito che:
<< Con l’anno 2013 si concluderà il Programma europeo di aiuti alimentari agli indigenti dell’Unione europea (Pead); la fine delle scorte di sovrapproduzione agricola su cui il programma si basava e la revisione delle modalità di sostegno agli indigenti hanno innescato un processo irreversibile che di fatto ha eliminato questo programma.
Da oltre 20 anni l’Italia, attraverso la consolidata gestione operativa di AGEA, beneficiava di questa possibilità, garantendo di fatto un aiuto alimentare agli indigenti con quantità importanti di prodotti dei quali stanno beneficiando nel 2013 circa 4 milioni di poveri in Italia.
Dal 2014, però, il quadro sarà diverso.
La Commissione europea, impegnandosi comunque a garantire un sostegno agli indigenti dell’UE, ha elaborato la proposta di un nuovo Fondo di aiuti europei agli indigenti (FEAD); si tratta di un sistema nuovo e con una dotazione economica ridotta rispetto al passato: ogni Stato membro potrà scegliere come utilizzare il proprio finanziamento (per l’Italia si ipotizzano circa 35 milioni di euro all’anno, contro i 100 milioni attuali) per lottare contro una o più forme di indigenza, senza destinare i fondi unicamente al sostegno alimentare.
In questo momento la proposta del FEAD è in fase di discussione al Parlamento Europeo e al Consiglio dell’Unione europea.
Il precedente Governo, grazie all’impegno dei Ministeri dell’agricoltura e delle Politiche produttive, l’estate scorsa ha inserito nel Decreto Sviluppo l’istituzione di un Fondo nazionale per erogare aiuti alimentari agli indigenti. Senza entrare nei dettagli delle norme, ci limitiamo a sottolineare che questo decreto è una concreta risposta alla mancanza di aiuti dell’UE, ma questo fondo al momento non è finanziato. Senza un’adeguata copertura economica nessun tipo di aiuto alimentare sarà erogato agli indigenti.
E’ stato costituito un gruppo di lavoro tra tutte le Associazioni che fanno capo all’AGEA che si è dato un nome programmatico: “Insieme per l’aiuto alimentare”. Alcuni tra i più importanti Enti caritativi presenti sul territorio nazionale, impegnati nel sostegno alimentare (Associazione Banco Alimentare di Roma Onlus, Caritas italiana, Comunità di Sant’Egidio, Croce Rossa Italiana, Federazione Nazionale Società di San Vincenzo De Paoli, Fondazione Banco Alimentare Onlus, Fondazione Banco delle Opere di Carità, Sempre insieme per la pace) hanno deciso di fare fronte comune e insieme si stanno facendo promotori di un’azione incisiva presso i vertici istituzionali per chiedere un’adeguata copertura economica del fondo stesso, con la prossima legge di stabilità, allo scopo di garantire dal 2014 un sostegno alimentare agli indigenti su base nazionale (sono in corso positivi incontri con i Capigruppo di tutte le forze politiche presenti in Parlamento).
Purtroppo, se il fondo non venisse finanziato, dal 2014 la nostra capacità di donazione di prodotti si ridurrebbe in maniera drastica, con la conseguente Vostra indubbia difficoltà a soddisfare le numerosissime richieste dei poveri.
Siamo consapevoli dell’impatto che avrebbe una prospettiva di questo tipo, soprattutto verso milioni di persone in gravi difficoltà che non potranno più contare neppure su un dignitoso sostegno alimentare.
Riteniamo fondamentale concentrare le nostre forze per mostrare, in ogni occasione possibile, il valore e la necessità del sostegno alimentare, primo passo del cammino di reinserimento sociale delle persone indigenti.
Siamo convinti che la straordinaria Rete di solidarietà presente in tutto il Paese, che in questi anni si è ulteriormente diffusa e strutturata, debba essere messa nelle condizioni di fornire aiuto concreto, a partire dal cibo.>>
Chiedo, pertanto, ai Sindaci italiani di volersi attivare con determinazione presso tutte le Istituzioni governative ed europee e, in modo particolare, presso l’ANCI, affinché l’accorato appello sopra riportato non cada nel vuoto.
Tra l’altro, come tutti sappiamo, le ricadute sociali dei tagli agli aiuti alimentari praticati in favore degli indigenti si ripercuotono direttamente sulle Amministrazioni comunali e le associazioni caritative, che giornalmente affrontano emergenze sempre più difficili riguardanti l’assistenza verso le famiglie meno abbienti ed i tanti bisognosi senzatetto o fissa dimora. Voglio essere più chiaro: se non si ripristinano con urgenza adeguati fondi per affrontare l'emergenza povertà può accadere che aumentino, anche, le azioni delinquenziali con tutte le conseguenze che ciò comporta"
(lb)