Decreto salva Imu, Scino: "Due pesi e due misure"

L'intervento del vicepresidente del Consiglio comunale

"L’articolo 14 del Decreto Legge 102/2013, come noto, convertito la settimana scorsa, ha definitivamente abbuonato la multa di 98 miliardi di euro comminata ai concessionari delle slot machines, per non aver collegato le proprie macchine ai terminali della Sogei S.p.A., ovvero la Società Generale d'Informatica del Ministero dell'Economia e delle Finanze incaricata, tra gli altri compiti, di verificare gli incassi dei giochi.
Si tratta di un vero e proprio regalo ex lege, poiché una norma inserita in un provvedimento il cui titolo recita testualmente: “Disposizioni urgenti in materia di IMU, di altra fiscalità immobiliare, di sostegno alle politiche abitative e di finanza locale, nonché di cassa integrazione guadagni e di trattamenti pensionistici” (quindi, apparentemente, di tutt’altra materia) ha di fatto modificato una sentenza della Corte dei Conti, che già aveva ridotto a 2,5 miliardi un danno erariale accertato di 98 miliardi, decretando la sanzione in forma ridottissima pari a 600 milioni!
Ci chiediamo, a questo punto, quanto potere contrattuale (perché di questo di tratta) hanno la Sisal e gli altri concessionari dei giochi sul Governo e sul Parlamento italiani? Forse troppo, perché gestiscono un’attività diffusissima sul territorio, con volumi d’affari enormi e, come oramai accertato a livello mondiale, dannosissima per la salute e per le finanze dei giocatori e delle loro famiglie.
Si tratta di un condono immorale, sotto ogni punto di vista!
Lo Stato ha perso principalmente sul piano etico, oltre che economico: ha pensato di far cassa attraverso un “vizio” antico dell’uomo, quello di giocare d’azzardo, dando in mano a privati la possibilità di gestire flussi finanziari enormi, per ottenere da loro solo le briciole. Questi gestori, poi, si sono arrogati la possibilità di agire al di sopra delle leggi, poiché le loro funzioni sono diventate (o così credono di essere) “essenziali” per il funzionamento della finanza pubblica. Tutto questo in danno alla salute pubblica!
Mi fa rabbia tutto questo, tanto più se penso che il Ministero dell’Economia e delle Finanze, nel 2009, ha rilevato un sovradimensionamento dei fondi del salario accessorio e l’erogazione di alcune indennità non conformi al contratto nazionale ai dipendenti di molti Comuni d’Italia.
Si tratta di cifre che, nel complesso, non compensano nemmeno in parte il danno economico causato dal blocco dei contratti per gli stessi dipendenti che vige ormai da diversi anni.
In questo caso, però non c’è stata alcuna sanatoria o altra soluzione legislativa in favore dei dipendenti comunali (non solo fiorentini, poiché la verifica ispettiva del Ministero ha investito numerosi Comuni ed Enti locali), forse perché il loro “potere contrattuale” non è paragonabile a quello dei concessionari dei giochi?
Chiedo, pertanto, in primis ai Parlamentari fiorentini di promuovere l’inserimento nella Legge di Stabilità in esame presso le Commissioni di una norma che sani o riduca la portata delle disposizioni del MEF sulla restituzione delle indennità sopra richiamate; che segua, cioè, il medesimo percorso agevolativo che ha portato in tempi brevissimi a favorire i concessionari delle slot machines (con il parere di una forte maggioranza in Parlamento), anche per i dipendenti degli Enti locali, i quali hanno, nella stragrande maggioranza, degli stipendi sulla soglia di povertà!
Ricordo, infine, che le indennità percepite dai dipendenti comunali sono state effettivamente “lavorate”. Mi preme sottolineare che le somme che dovrebbero restituire i dipendenti sono pochi spiccioli a confronto di quanto condonato alle società concessionarie delle slot machines
Pertanto, spero che il Legislatore non usi “due pesi e due misure” e, per una volta, si dimostri giusto ed equo anche con i deboli! "

(lb)