L'Ictus si combatte anche a teatro, martedì in scena "ICARO, Reloaded"
Quest’anno la battaglia contro l’Ictus la si combatte anche a teatro. Infatti il 29 ottobre, in occasione della 9° Giornata mondiale contro l’ictus celebrale, nel Saloncino del Teatro della Pergola di Firenze sarà presentato “ICARO, Reloaded”. Si tratta di un evento teatrale ideato e condotto da Antonietta Mollica, realizzato da Teatro Danza, coprodotto da MOTUS, che racconta la storia della protagonista, dall’ictus alla rinnovata indipendenza.
ICARO è il mitico personaggio che si avvicina al sole e cade perché le sue penne di cera vengono sciolte dal calore. Icaro-Antonietta, colpita dall’ictus, questa volta non ci lascia le penne, ma si rimette in gioco per costruirsi ali più robuste per resistere non al calore del sole, ma al pregiudizio, all’indifferenza, alla malasanità, all’ipocrisia. Icaro-Antonietta, scagliato a terra, saprà risollevarsi, confrontandosi con difficoltà e problemi impensabili prima della caduta.
L’iniziativa, che ha il patrocinio del Comune di Firenze, dell’Associazione A.L.I.Ce Firenze (Associazione Lotta Ictus Celebrale) e con l’appoggio di Banca Monte dei Paschi di Siena.
Oggi la presentazione in Palazzo Vecchio con la vicesindaco Stefania Saccardi e Antonietta Mollica ideatrice e interprete dell’evento. Erano presenti anche Domenico Inzitari, professore di neurologia presso il dipartimento di Scienze Neurologiche e Psichiatriche dell’Università di Firenze e direttore della Stroke Unit di Careggi, Alessandro Viviani presidente associazione A.L.I.Ce e Luciano Gennari, responsabile Ufficio commerciale prodotti Area Territoriale Toscana Nord di Banca Mps.
“È davvero un piacere per me presentare questo appuntamento– ha sottolineato la vicesindaco Saccardi –. Quando Antonietta è venuta a parlarmi della sua idea di realizzare un evento partendo dalla sua vicenda personale, sono rimasta immediatamente colpita e ho voluto darle una mano, mettendola in contatto con A.L.I.Ce. La presentazione di oggi, quindi, ha una doppia valenza: accendere i riflettori su una malattia sociale di cui ancora si ha scarsa consapevolezza come l’Ictus, ma anche far vedere che questa malattia si può combattere e vincere come ha fatto Antonietta”.
Tornando alla Giornata Mondiale contro l’Ictus, questo evento promosso dalla World Stroke Organization e arrivato alla 9° edizione vuole sensibilizzare la popolazione su questa malattia molto più diffusa di quanto si pensi (una persona su sei nel mondo avrà un ictus e ogni sei secondi c’è un decesso per questa patologia) e che, comunque, può essere prevenuta e curata.
Nel mondo, ogni anno, 15 milioni di persone sono colpite da ICTUS, di queste quasi 6 milioni muoiono. L’ictus è responsabile di più morti ogni anno di quelli attribuiti all’Aids, tubercolosi e malaria messi insieme. In Italia, e in tutto il mondo occidentale, l’ictus è causa del 10-12% di tutti i decessi per anno, rappresenta inoltre la prima causa d’invalidità e la seconda causa di demenza con perdita dell’autosufficienza. Nel nostro paese si verificano circa 200.000 casi di Ictus ogni anno e ben 930.000 persone presentano le conseguenze di un evento letale. E secondo i dati citati oggi dal professor Inzitari, in Toscana si verificano 11mila nuovi casi di Ictus celebrale ogni anno di cui 2.000 nell’area fiorentina e 700 quelli che arrivano a Careggi.
L’Ictus non è però soltanto una malattia dell’anziano (negli anziani di 85 anni ed oltre l'incidenza dell'Ictus è di oltre il 30%), come comunemente si crede. Circa 10.000 casi, ogni anno, riguardano infatti soggetti di età inferiore ai 54 anni. L’incidenza dell’Ictus nei giovani cresce di anno in anno, come dimostra uno studio pubblicato dalla rivista internazionale Neurology: negli ultimi 20 anni, la percentuale di persone tra i 20 ed i 54 anni, colpite da questa patologia, ha subito un incremento dal 13% al 19%. L’ictus giovanile è la malattia neurologica più frequente dopo il trauma cranico.
In diversi migliaia di casi si potrebbero azzerare o ridurre drasticamente gli effetti invalidanti dell’ictus con delle cure adeguate prestate nelle primissime ore dall’inizio dei sintomi. “Fondamentale a questo scopo – ha sottolineato ancora Inzitari -è il trattamento trombo litico per via endovenosa, seguito o meno dalla disostruzione dell’arteria cerebrale chiusa per via endovascolare. Questi interventi vanno effettuati non più tardi delle 4 ore e mezza dall’inizio dei sintomi in una Unità Emergenza Ictus (Stroke Unit). Circa un terzo delle persone colpite da Ictus ischemico possono rientrare, nel giro di pochi giorni, alle proprie abitazioni, completamente guarite, mentre un altro50% è in grado di tornare a casa in buone condizioni funzionali”. Lo stesso vale per i pazienti colpiti da ictus emorragico per i quali il trattamento presso strutture dedicate e da personale specificamente addestrato può fare la differenza fra la vita e la morte.
L’evento è in programma martedì 29 ottobre alle 21 presso il Saloncino del Teatro della Pergola. Per prenotazioni e biglietteria contattare 333/6259832 oppure il circuito Box Office o direttamente a teatro.
(mf)
In allegato alcune informazioni sull’Associazione A.L.I.Ce e sul progetto ICARO
A.L.I.Ce. Toscana Sezione di Firenze onlus ha sede in Via dei Malcontenti, presso la struttura di Montedomini (tel. 055 2339428 – 333 6259832– alice.firenzeictus@gmail.com)
Queste le principali attività di A.L.I.Ce. Firenze:diffusione dell’ informazione attraverso riunioni a vario livello per sensibilizzare i politici e gli amministratori locali relativamente alla conoscenza e alle conseguenze prodotte dall’ictus anche sul piano sociale; campagne di informazione sulla prevenzione, sulla conoscenza dei sintomi per un pronto ricovero ospedaliero, comunicati stampa, programmi televisivi e radiofonici, giornate promozionali; centro di ascolto e di supporto psicologico per pazienti e caregiver.
NOTE SUL PROGETTO ICARO
“Il Progetto Icaro si concentra sulla necessità di sensibilizzare l’opinione pubblica e creare una coscienza in merito ad un dramma numericamente rilevante ancora sconosciuto ai più, L’ictus giovanile.”
Messaggio dell'Autore (Antonietta Mollica)
"Ho voluto con tutta me stessa Icaro, Reloaded , buttando il mio cuore oltre l'ostacolo, mettendomi in gioco oltre ogni ragionevole dubbio e dotata di lucida follia per comunicare il coraggio come presupposto per aver fiducia nella vita a tutti coloro, soprattutto giovani,che ogni anno vengono colpiti da un Ictus e credono di non avere più un futuro davanti a loro.
Icaro, Reloaded racconta il mio Viaggio di rinascita dalle tenebre e dal freddo della solitudine in cui mi aveva costretto L'Ictus verso il calore umano,la luce, il sole di una nuova vita.
Viaggio realizzato con Ali più forti, resistenti all'ignoranza, al pregiudizi,o all'ipocrisia buonista verso i portatori di handicap, alle barriere architettoniche e sociali. Ali costruite con coraggio, forza e amore per la vita cui può fare appello ciascuno di noi. Una seconda opportunità di vita da vivere meglio della prima, dove ho sentito il dovere sociale di regalare qualcosa di me agli altri, comunicare al mondo che con impegno e forza di volontà si raggiungono obiettivi che all'inizio possono sembrare impossibili."
La trama
Lo spettacolo è basato sulla storia di Antonietta, Icaro, che narra in prima persona il suo percorso dopo aver subito un ICTUS all’età di 34 anni, che l’ha ridotta su una sedia a rotelle con tutto il lato sinistro paralizzato. La protagonista racconta “un viaggio per la vita”. Icaro parte dalla lontana India e precipita a terra a Bormio. Dopo 3 settimane di rianimazione e un iniziale stato di inconsapevolezza, trova il coraggio per rialzarsi e cerca l’eccellenza nella riabilitazione neurologica. In Italia sbatte scontro l’inefficienza ospedaliera. Insoddisfatta, in seguito si muove verso la Svizzera alla ricerca di cure migliori; qui cambia in meglio fisicamente ma la gabbia dorata di una clinica di lusso rischia di farla ammalare di malinconia. Si mette in gioco, supera i propri limiti, parte da sola in sedia a rotelle e vola a Chicago. Affronta le terapie con grande spirito di sacrificio e determinazione e inizia a confrontarsi con il mondo della vita reale. Quando
torna in Italia cammina con le sue gambe e il supporto di un bastone; è fisicamente, psicologicamente e cognitivamente più forte,ma ancora non lavora. Si sente pronta per affrontare la sfida professionale e ripartire da zero. Quando è a Venezia si divide tra lavoro e terapie in un contesto ospedaliero di eccellenza. La città è difficile da un punto di vista motorio e sociale ma la protagonista s’innamora e riesce a superare tutte le barriere, raggiungendo importanti traguardi fino a quando scorge il miraggio di un altro centro di eccellenza e si sposta a Roma. Qui è accolta professionalmente, ma è costretta a una lunga lotta contro la Malasanità prima di poter proseguire il suo percorso riabilitativo. Antonietta inizia a stare in piedi con la forza delle sue gambe anche se inciampa, nel mondo dei normodotati, contro le barriere architettoniche, sociali e culturali.
Torna a Siena perché sente la necessità di affermarsi professionalmente, ma capisce che deve riorganizzare le priorità nella sua vita e trova nello sport un importante alleato per continuare a costruirsi delle ali sempre più forti.