Fortezza da Basso, l'assessore Meucci: "Oggi l'approdo del lungo e complesso percorso per riqualificare il complesso monumentale"
Oggi l’assessore alle Politiche del territorio Elisabetta Meucci ha presentatoal consiglio comunale, chiamato a votare l'adozione del provvedimento, la variante al PRG per il recupero del complesso della Fortezza da Basso. Questo il suo intervento.
“Questo provvedimento rappresenta l’approdo di un percorso lungo e molto complicato, sia perché riguarda un complesso monumentale, trattandosi di uno dei più importanti esempi di fortificazione cinquecentesca, sia per il coinvolgimento dei numerosi livelli istituzionali competenti, nonché per tutta una serie di criticità e di problematiche, anche di natura penale, che nel tempo sono sopravvenute.
Un percorso il cui inizio risale al famoso protocollo di intesa del 2007 tra Ministero dell’economia, Demanio, Comune, Provincia e Regione, da cui il passaggio di proprietà agli enti locali avvenuto nel novembre 2009 con l’espressa finalità di trasferimento diretta a garantire ‘la promozione e l’incentivazione dell’economia turistica regionale e locale di natura espositiva e congressuale’. Finalità a suo tempo recepite con l’adeguamento del PRG che attualmente, prima della modifica che sarà votata oggi,prevede un progetto unitario di recupero che garantisca l’adeguamento qualititivo e dimensionale degli spazi espositivi per manifestazioni altamente qualificate liberando spazi e strutture destinate alla fruizione pubblica con attenzione anche al contesto.
All’inizio del 2010 la nuova amministrazione, pur condividendo gli indirizzi e gli obbiettivi della trasformazione delineati dal PRG (e che continua a condividere), stabiliva che lo strumento del progetto unitario non risultasse adeguato a dare risposte certe sull’area fieristico-espositiva in considerazione sia dell’enorme valore storico artistico del bene sia in relazione della complessità degli interventi necessari, ritenendo invece più consono un piano di recupero di iniziativa pubblica per consentire un assetto razionale ed in linea con i principi di salvaguardia dei beni monumentali.
Obiettivi fatti propri successivamente dal Piano strutturale approvato nel giugno 2011, che conferma il ruolo consolidato di polo fieristico della Fortezza,e che con specifici indirizzi ne stabilisce il potenziamento e la riqualificazione, riconoscendone (insieme al Palazzo dei Congressi e al Palazzo degli Affari) il ruolo di importante centralità urbana attorno alla Stazione di Santa Maria Novella; nonché quello di polo fieristico in grado di competere per qualità e unicità di localizzazione con gli altri poli fieristici nazionali e internazionali.
A partire dal luglio 2011 l’intero percorso di elaborazione della variante, in stretta coerenza con il piano di recupero,è stato condiviso con gli enti proprietari e con la Sovrintendenza ai Beni Ambientali, che nell’ambito della definizione del documento preliminare di VAS, ha rilevato elementi di criticità in merito alla realizzazione del Padiglione Sottolago, inizialmente presente nella prima presentazione del progetto avvenutaappunto nel luglio 2011. Tengo a sottolineare che il documento preliminare di VAS è stato definito tenendo conto di quanto emerso nel percorso partecipativo di Valutazione Integrata con il coinvolgimento di cittadini, parti sociali, associazioni, enti ed istituzioni pubbliche. Abbiamo voluto attuare il procedimento di VAS, anche se in quel momento avremmo anche potuto tralasciarlo.
Considerata la rilevanza del progetto, l’intendimento di questa amministrazione sarebbe stato quello di sottoporre al Consiglio comunale il provvedimento di variante insieme al Piano di Recupero, ma da verifiche espletate da parte della Regione è emersa la necessità formale di procedere prioritariamente all’adozione della variante urbanistica e, successivamente, all’adozione del piano di recupero. Ciò non toglie, e questo è un impegno che assumo formalmente davanti all’assemblea, che la Giunta concorderà con la Terza Commissione modalità di presentazione e illustrazione del piano al Consiglio.
Per riassumere gli obiettivi peculiari della proposta di variante oggi in esame in sentesi si possono indicare nei seguenti:
primo, la conservazione del bene Fortezza da Basso e della sua unitarietà; secondo, il mantenimento delle sue funzioni economiche rendendole compatibili con il compendio monumentale, come premessa indispensabile per la gestione del bene e per la sua stessa conservazione; terzo, la sua destinazione ad uso pubblico con finalità culturali; ed infine, la realizzazione di soluzioni tecniche innovative e sostenibili, di riqualificazione ed efficienza energetica in ossequia a quel ruolo guida degli enti pubblici fortemente promosso dall’Unione Europea.
Obiettivi che saranno raggiunti tramite demolizione di edifici incongrui all’uopo riclassificati e la ricostruzione di nuove superfici attraverso interventi unitariamente progettati e disciplinati nel Piano di recupero. Piano che rappresenta dunque un’occasione imperdibile, perché il lungo processo di deterioramento ha evidentemente raggiunto, il punto di non ritorno ed è necessario e indifferibile che finalmente la Fortezza torni ad essere, per dirla insintesi, una struttura unitaria dove l’interno sia parte ed immagine dell’esterno”.
(ag)