Cultura, sviluppo, economia, heritage e teatro, Firenze studia il 'modello Edimburgo'

Domani una giornata di confronto con l'assessore Givone e il collega scozzese Richard Lewis

Alla vigilia del 50/o anniversario del gemellaggio tra Firenze ed Edimburgo che cadrà nel 2014 e dopo il successo del progetto di scambio culturale e teatrale “Florence for Fringe”, Firenze ‘studia’ il modello scozzese: domani, venerdì 18 ottobre, dalle 9 nel Salone dei Duecento di Palazzo Vecchio è prevista una mattinata di confronto e scambio di esperienze che parte dal valore dell’offerta culturale e della creatività come motore di sviluppo anche economico per arrivare ad analizzare come questo sviluppo possa interfacciarsi con un contesto dove molto forte è il valore dell’heritage.
All’appuntamento prenderanno parte l’assessore alla cultura del Comune di Firenze Sergio Givone, il suo omologo scozzese Richard Lewis, Adam Wilkinson, direttore dell’Edinburgh World Heritage, Stefania del Bravo, direttrice dell’Italian Culture Institute, Riccardo Ventrella (Estate Fiorentina/Teatro della Pergola), Carlo Francini, responsabile dell’ufficio Unesco del Comune di Firenze, Mario Curia in rappresentanza di Confindustria Firenze, Nando Fanutti per Confesercenti e CulturaImpresa, Alessandro Colombo, direttore dello Ied (Istituto europeo di design), e Maurizio Lombardi, attore, regista e sceneggiatore, vincitore del progetto Florence for Fringe 2013. Modererà Caterina Carpinella dell’associazione culturale Cultcube.
Firenze ed Edimburgo, spiegano gli organizzatori dell’incontro, sono città molto diverse dal punto di vista storico e per dimensione del patrimonio culturale ma allo stesso tempo hanno caratteristiche simili, per esempio un centro storico patrimonio dell’Unesco. Negli ultimi vent’anni Edimburgo ha conosciuto uno sviluppo turistico straordinario che l’ha portata nel 2010 ad essere la seconda città d’Inghilterra per arrivi. Due sono gli elementi centrali di questo processo. Il primo: l’offerta culturale contemporanea e internazionale è stata uno dei principali motori di questo sviluppo, con il sistema dei festival (gran parte dei quali organizzati nel mese di agosto) a fungere da traino principale. Il secondo: il turismo culturale è stato inteso come modo di favorire lo sviluppo economico del territorio, coinvolgendo direttamente i cittadini nell’opera di conservazione e trasformazione del centro storico e del suo patrimonio. Non città-museo per i turisti ma luogo vivo per chi lo abita. L’intera città, con i suoi spazi pubblici e privati, con i suoi cittadini e turisti, partecipa all’evento culturale adattandosi e modificandosi in funzione di questo, mantenendo comunque forte la propria identità. Nel dibattito di domani si parlerà dunque di come il ‘modello Edimburgo’ possa essere applicabile o replicabile a Firenze e ci saranno anche focus specifici su economia, valorizzazione dei beni artistici, teatro, cultura contemporanea. (edl)