Dipendenti Comune di Firenze, De Zordo e Grassi: "Non si neghi lo spazio per assemblea generale"

"L'assemblea è un diritto e una soluzione può essere trovata"

Questo l’intervento dei consiglieri Ornella De Zordo e Tommaso Grassi


“Il Comune di Firenze si qualifica come soggetto sempre più chiuso nei confronti dei propri dipendenti. Ora risponde picche anche alla richiesta di poter utilizzare uno spazio idoneo per un'assemblea sindacale generale dei lavoratori del Comune. Almeno lo ha fatto fino a oggi, quando, rispondendo a una nostra interrogazione, la Giunta sembra aprire degli spiragli.

Stanca di affittare spazi per tenere assemblee e pagarseli di tasca propria, la RSU ha provocatoriamente chiesto di tenere l'assemblea fissata per il 21 ottobre in via de'Gondi, di fronte all'entrata di Palazzo Vecchio. Una chiara sollecitazione affinché il Comune cessi un atteggiamento di chiusura e faccia quanto previsto dalla normativa vigente che al comma 1 dell'art 2 del CCNQ recita: “I dipendenti pubblici hanno diritto di partecipare durante l'orario di lavoro ad assemblee sindacali in idonei locali concordati con l'amministrazione”.

L'assemblea è dunque un diritto dei dipendenti e un'esigenza molto sentita in una fase particolarmente delicata viste le recenti lettere di “messa in mora” spedite a molti di loro che si trovano a dover restituire centinaia e anche migliaia di euro per servizi effettivamente prestati e a causa di errori non commessi da loro.

E non è accettabile l'alternativa proposta dall'A.C. che si tengano più assemblee in tempi diversi in uno spazio poco capiente che il Comune metterebbe a disposizione. Non ci vuole molto a capire la differenza tra un'assemblea generale e una serie di assemblee parziali. Possibile che in tutti i locali del Comune non ci sia uno spazio idoneo all'assemblea generale? Ma forse il Comune teme che, visti i rapporti instaurati coi dipendenti, essi partecipino in troppi e si organizzino forme di lotte non gradite ai vertici.

Se avesse mostrato più disponibilità verso i problemi dei propri dipendenti forse temerebbe meno questa possibilità, e comunque sia il diritto a un momento assembleare va garantito. Se non si vuole che la situazione peggiori ulteriormente. Ora ci auguriamo che la situazione evolva nel migliore dei modi per tutti”.

(fdr)