Filiera corta, nelle mense scolastiche comunali questa settimana sarà servita solo la frutta della Maremma
È sana, sostenibile, nutrizionalmente corretta e anche economica perché prodotto di filiera corta. In questa settimana nelle mense scolastiche comunali sarà servita soltanto la frutta di stagione raccolta in Maremma.
«Abbiamo aderito al progetto regionale ‘La frutta è Toscana’ perché da questa scelta ci sono indubbi vantaggi – ha spiegato l’assessora all’educazione Cristina Giachi –anzitutto la zona di coltivazione e lavorazione è esclusivamente nel territorio della Regione Toscana, i produttori rispettano la normativa sia europea che nazionale e regionale e sono sottoposti al controllo del sistema sanitario toscano. Non dimentichiamo poi che i prodotti arrivano direttamente dall’azienda agricola senza ulteriori passaggi commerciali e a chilometro zero»
«E’ già un anno che abbiamo lanciato questa iniziativa – ha sottolineato Sandro Bellini, amministratore delegato Alisea – ovvero l’utilizzo nelle mense della Regione di prodotti coltivati in Toscana. Abbiamo cominciato con ospedali e residenze sanitarie assistite e da questa settimana sono disponibili per scuole gestite sia da Alisea che da Cir-Eudania».
Gli istituti interessati (per un totale di 3500 pasti al giorno) sono le scuola dell’infanzia Mameli, Rossini, Rossini Standard, Maddalena di Canossa, Duca d’Aosta, Milite Ignoto, Vittorio Veneto, Capuana, Fortini, Villani, Nuccio, le primarieMameli, Rossini, San Gaspare, Duca d’Aosta, Vittorio Veneto, Villani e Nuccio e le secondarie di primo grado Verdi e Ottone Rosai.
«Contiamo di estendere questa opportunità – ha aggiunto Bellini – anche agli ortaggi in modo da raggiungere una percentuale importante di prodotti di filiera corta toscana nella composizione dei pasti degli alunni. L’obiettivo è riportare in Toscana una parte degli oltre 30-35 milioni di euro annui di ortofrutta che vengono consumati dalla ristorazione collettiva e che, attualmente, provengono quasi esclusivamente dalle regioni del Sud Italia e dall’estero».
«Si tratta di pratiche di buona gestione dei flussi alimentari che attraversano le città – ha concluso l’assessora Giachi – dove mangiare fa rima con sostenibilità, comportamenti virtuosi che fanno bene alla salute dei cittadini, soprattutto dei più piccoli, ma anche dell’ambiente». (fn)