Machiavelli, oggi a Seul convegno su Il Principe. Il videomessaggio di Valdo Spini

"Orgogliosi celebrazioni diffuse in tutto il mondo"

Il consigliere comunale e presidente del Comitato per le celebrazioni del V centenario della stesura de Il principe di N. Machiavelli ha inviato un videomessaggio per il convegno su Machiavelli “Why Machiavelli for Korean Politics? Qunincentenary Celebration of The Prince” che si apre oggi a Seul (Corea del Sud) a cura del “Committee for celebrating Quincen-ternary of Machiavelli's Prinicpe, South Korea”.  Nel video messaggio Spini afferma "che “Firenze sente particolarmente il valore di queste celebrazioni; in particolare, il nostro orgoglio di fiorentini per un concittadino come Niccolò Machiavelli è che queste celebrazioni sono veramente diffuse in tutto il mondo: il fatto che a Seul un convegno si ponga il problema dell’influenza, o delle possibili influenze, che il pensiero di Machiavelli può avere nel dibattito politico della Corea del Sud del 2013, è il sintomo di come Machiavelli sia stato veramente il fondatore della moderna Scienza Politica”. (lb)

 

Di seguito l’intervento completo di Valdo Spini

 

Come presidente del comitato fiorentino per le celebrazioni del V centenario della stesura de “Il Principe” di Niccolò Machiavelli, porgo il mio saluto e il mio augurio per il seminario organizzato dalla Commissione sudcoreana per le celebrazioni del V centenario della stesura del “Principe”. Vi sto parlando dal Salone dei Duecento in Palazzo Vecchio; è qui che Niccolò Machiavelli aveva i suoi uffici quando svolse le mansioni di Segretario della seconda cancelleria della Repubblica fiorentina, dal 1498 al 1512. Firenze sente quindi particolarmente il valore di queste celebrazioni; in particolare, il nostro orgoglio di fiorentini per un concittadino come Niccolò Machiavelli è che queste celebrazioni sono veramente diffuse in tutto il mondo: il fatto che a Seul un convegno si ponga il problema dell’influenza, o delle possibili influenze, che il pensiero di Machiavelli può avere nel dibattito politico della Corea del Sud del 2013, è il sintomo di come Machiavelli sia stato veramente il fondatore della moderna Scienza Politica.

Qualcuno ha pensato, a torto, che Machiavelli facesse l’apologia della violenza o dell’astuzia; no: “Il Principe” è un pezzo del suo pensiero, che si occupa di come vanno retti positivamente i principati; vi è poi un’altra sua opera, i “Discorsi sopra la prima deca di Tito Livio”, che si occupa invece della Repubblica. È ad essa che andava la preferenza di Machiavelli. Nel “Principe”, Machiavelli effettua un continuo confronto tra il pensiero dei classici latini e greci, che egli ritiene ancora attuale, e le esperienze pragmatiche della sua attività di Segretario della seconda Cancelleria della Repubblica fiorentina, qualità queste che gli avevano dato modo di incontrare imperatori, cardinali, principi, duchi. Tale intreccio tra il pensiero dei classici e le sue esperienze empiriche dava luogo appunto alle prescrizioni che si trovano all’interno del “Principe”.

Io credo che l’attualità del “Principe” stia proprio in questo: la politica sembra aver perso il controllo dei grandi fenomeni economici e finanziari del mondo di oggi, di un XXI secolo in piena era di globalizzazione. Qualche volta certi dei nostri governanti, specie in Europa, sembrano al volante di un’automobile di cui non controllano più freno, acceleratore, cambio delle marce. Naturalmente oggi la situazione è molto diversa da quella di Machiavelli: nel frattempo c’è stata l’introduzione della democrazia, del voto, cioè a dire che il potere politico si legittima attraverso un’investitura democratica (almeno nei paesi democratici). E semmai essere “machiavellici”, nel senso deteriore del termine, oggi può significare la ricerca del consenso elettorale a tutti i costi, anche a prezzo di demagogia, non rispetto della verità e quant’altro.

Io credo invece che la lezione più profonda di Machiavelli sia quella di andare a ricercare competenza, reale conoscenza delle vicende della cosa pubblica, e grande serietà e impegno nello svolgerle. Da questo punto di vista alcune delle notazioni che Niccolò Machiavelli fa sono tuttora attuali, e possono servirci per ricostruire una politica che sia capace davvero di assicurare all’espressione democratica dei cittadini il seguito, la conseguenza di un’azione politica che risolva i problemi. Del resto lo stesso principato, per Machiavelli, era al servizio di un “buon reggimento” degli Stati: per lui la stabilità istituzionale era il presupposto per poter avere un rispetto delle leggi da parte dei cittadini e perché questi stessi potessero avere una buona vita. Alla fine molte cose sono cambiate, ma il fatto che le istituzioni debbano assicurare una “vita positiva” ai cittadini, e nel rispetto delle leggi per tutti, è qualcosa di tuttora valido.

Porgo quindi il mio augurio al seminario organizzato dalla Commissione sudcoreana per le celebrazioni del V centenario della stesura del “Principe” e in particolare al prof. Jun-Hyeok, sperando che i risultati della vostra conferenza possano essere di importanza più generale; in ogni caso, li attendiamo con ansia.

Valdo Spini