L'assessora Giachi alla commemorazione di Piero Luigi Vigna
Grande magistrato e pm di ferro. L’Università di Firenze ha ricordato Piero Luigi Vigna a un anno dalla sua scomparsa con un incontro di studio al polo universitario delle scienze sociali promosso dalla scuola di giurisprudenza e dal dipartimento di scienze giuridiche.
«È stato un grande investigatore e un magistrato scrupoloso, lo riconoscevano anche i suoi avversari– ha sottolineato l’assessora all’università e alla legalità Cristina Giachi nel suo saluto – ha rischiato più volte la vita per le sue inchieste ma non ha mai indietreggiato di fronte a nulla, raro esempio di cultura della legalità e di senso dello Stato. Tra le innumerevoli indagini che portano la sua firma c’è sicuramente quella, condotta insieme all’indimenticabile Gabriele Chelazzi, per dare un nome e un volto agli assassini che la notte del 27 maggio di venti anni fa fecero saltare in ria un’autobomba in via dei Georgofili uccidendo cinque persone, fra cui due bambine.
Fu proprio lui, con altri suoi colleghi, a incastrare con una indagine da manuale i capi di Cosa Nostra e gli esecutori degli attentati».
«Della sua lezione morale e professionale – ha concluso Cristina Giachi – vogliamo ricordare soprattutto il suo motto, che aveva ribadito anche nella sua autobiografia: ‘quello che non è provato non esiste’. Anche per questo rimarrà per noi tutti un punto di riferimento. Sono figure come quella di Piero Vigna, che hanno lavorato con passione, rigore e umanità che possono aiutarci nell'educazione alla legalità dei cittadini, specialmente dei più giovani. Fare così il proprio mestiere è il miglior contributo che si possa dare alla crescita civile del paese». (fn)