Lo scultore Pinuccio Sciola suona le sue pietre nel chiostro di Santa Croce, domenica si apre la mostra organizzata dall'associazione sardi in Toscana
Suonare la Pietra per trasmettere un messaggio di pace. Perché la Pietra ha un'anima dentro di sé da sprigionare. Ha una memoria da custodire. E' l'elemento portante del nostro pianeta Terra. La Pietra è Vita. Sarà inaugurata domenica 6 ottobre alle 15 presso il Chiostro della Basilica di Santa Croce la mostra evento “Semi di Pace, Suoni di Pietra” (fino al 13 ottobre) del maestro scultore Pinuccio Sciola (ingresso libero).
La mostra, grazie alle sculture di Sciola, vuole essere la “materializzazione” del messaggio francescano di pace e di amore verso le meraviglie del Creato rappresentate dai “Semi di Pace”, disposti nel viale del chiostro antistante la Cappella de’ Pazzi, e il complesso della “Città Sonora”, installata dentro la Cappella de' Cerchi. Oltre alle sculture in pietra, verranno proiettate, su schermi situati all’interno della Cappella de' Pazzi, immagini e musica che mostrano il maestro Sciola intento nella realizzazione delle sue sculture, dimostrando che anche la cosiddetta “dura e insensibile pietra” è, invece, una parte molto importante del creato che racchiude in sé musicalità e memorie impensate. La mostra organizzata dall’associazione culturale sardi in Toscana è stata presentata questa mattina in Palazzo Vecchio dal presidente del Consiglio comunale Eugenio Giani e dai rappresentanti dell’associazione
“Questa mostra – ha detto Giani- è una bellissima testimonianza del rapporto fra Firenze e la terra di Sardegna del legame fisico e culturale con questa regione Con l’associazione organizzatrice abbiamo già sviluppato iniziative importanti, come l’esposizione al Museo Bardini” “ Sono onorato – ha detto il maestro Pinuccio Sciola- di suonare le mie pietre all'interno di un luogo prestigioso e unico come il Chiostro della Basilica di Santa Croce. Dopo tanto viaggiare in giro per il mondo, ritornare nella città d'arte per eccellenza è per me un onore e al tempo stesso una grande emozione. Ringrazio l'A.C.S.I.T. per questo prezioso invito.”
Per la presidente dell'A.C.S.I.T. Fiorella Maisto, la mostra di Pinuccio Sciola “rappresenta un motivo di orgoglio e di prestigio per la nostra associazione che festeggia nel migliore dei modi il suo 30° anniversario. La mostra è stata da noi fortemente voluta e siamo onorati di far conoscere ai nostri concittadini sardi che vivono a Firenze, ma anche agli stessi fiorentini e a tutti coloro che visiteranno la mostra, lo straordinario talento di Pinuccio Sciola.”
(lb)
CHI E' PINUCCIO SCIOLA
Nato a San Sperate (CA) nel 1942, Pinuccio Sciola inizia la sua formazione artistica all'Istituto d'Arte di Cagliari. Successivamente, inizia a viaggiare in diverse città italiane, fermandosi a Firenze per frequentare il magistero d'arte e a Salisburgo l'Accademia Internazionale. Dopo un soggiorno a Madrid prima e a Parigi poi, fa ritorno a San Sperate trasformandolo completamente, tanto da meritarsi l'appellativo di "paese-museo": i murales sui muri delle case e le piazze arricchite di importanti e imponenti sculture sono accolti con grande entusiasmo dai suoi compaesani e non solo, tanto che richiama l'attenzione da parte dell'UNESCO.
Da lì iniziano una serie di collaborazioni ed esposizioni prestigiose come alla Biennale di Venezia (1976), al Festival dei Due Mondi di Spoleto (1983), alla Rotonda della Besana di Milano (1984, a Milano), città nella quale allestirà, a Piazza degli Affari, un presepe di grandi dimensioni (1985), alla Quadriennale di Roma, a Barcellona, Parigi, Vienna (1986/87) e in diverse città tedesche (vicino a Stoccarda una sua scultura viene posata come prima pietra del Parlamento Europeo).
Negli anni novanta, il lavoro di Pinuccio Sciola si concentra maggiormente sulla musicalità della pietra. Le sue pietre sonore vengono presentate per la prima volta a Berchidda (1997), attraversando diversi paesi della Sardegna fino ad approdare alla Biennale europea di Niederlausitz a Cottbus (1998), all'Expo Internazionale di Hannover (2000) e a L'Avana (2001). Il suo enorme successo a livello internazionale viene consacrato dal Müvèszet-Malom Szentendre di Budapest, che gli dedica una grande mostra antologica (2002) e dall'installazione permanente di una gigantesca pietra sonora alla Città della Musica a Roma a seguito di una collaborazione con Renzo Piano (2003). Prestigiosa l'esposizione a Parigi delle opere "Eloge de la nature" e "Les Feuilles Mortes" in occasione delle celebrazioni del poeta francese Jacques Prévert (sculture donate dall'artista per un'installazione permanente nel giardino della casa di Prévert) e a Lussembrugo (2004). Visibilità internazionale anche per la mostra "La Poesia e la Pietra", allestita all'Aeroporto di Fiumicino e alla Villa Reale di Monza, dove offre al comune l'opera "Basalti sonori" (2005), a Bologna (2006) e Genova (2007). La mostra "I semi della Pace" viene allestita ala Basilica Inferiore di Assisi (2008) e a Padova (2012).