Stamani via alle iniziative per il centenario di Edoardo Detti, architetto e urbanista
Stamani nel Salone dei Cinquecento si sono aperte le celebrazioni in occasione del centenario della nascita di Edoardo Detti, architetto e urbanista, figura di spicco nel dibattito sullo sviluppo di Firenze negli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento e protagonista di battaglie civili in difesa del patrimonio culturale e del paesaggio. L’iniziativa, organizzata dal Dipartimento di Architettura dell’Università di Firenze in collaborazione con l’Archivio di Stato e la Soprintendenza archivistica per la Toscana, prevede un convegno, una mostra sui progetti, un film-documentario e la pubblicazione dell’inventario dei materiali del Fondo Detti di proprietà del Comune di Sesto Fiorentino e conservato presso l’Archivio di Stato di Firenze.
Il convegno è stato aperto stamani dall’assessore alle Politiche del territorio Elisabetta Meucci. “In questi due giorni avremo modo di soffermarsi sui molteplici aspetti del percorso professionale e culturale di Detti – ha sostenuto l’assessore nel suo saluto - Ritengoperò che il primo aspetto da evidenziare,nel ricordare quel percorso così ricco e nel portare il saluto dell’amministrazione comunale, sia quello dell’esperienza di Edoardo Detti come amministratore pubblico. Siamo a giusto mezzo secolo dal tempo del suo impegno come assessore all’urbanistica in quel laboratorio di sperimentazione politica che fu lagiunta di centrosinistra guidata da Giorgio La Pira. Questi lavori avranno modo di mettere in luce anche i successi e gli insuccessi di quella esperienza; ma non c’è dubbio che Detti è stato fra quegli amministratori che Firenze ha avuto la fortuna di avere e che hanno maggiormente lasciato il segno nella vita di questa città. Fu quella una stagione ricca di stimoli, in cui Firenze fu un crocevia politico e culturale. Ma anche un tempo in cui chi poneva mano alla gestione urbanistica della città ereditava una strumentazione inadeguata, periferie ormai cresciute quasi senza controllo e fortemente sottodotate dal punto di vista dei servizi (ricordiamo che agli inizi degli anni ’60 Firenze aveva raggiunto il suo picco demografico con 60mila abitanti più di quelli di oggi), con spinte per la previsione di ulteriori espansioni edilizie che investissero anche le zone collinari e lo stesso parco delle Cascine….
Guardiamo all’esperienza fiorentina di Detti non soltanto per i risultati concreti a suo tempo ottenuti (anzi, non è mancato chi ha definito il PRG di Firenze del 1962 come “ un esempio del fallimento dell’urbanistica riformista”),ma anche perché molte delle sue analisi e delle sue intuizioni hanno continuato adessere un orientamento per le scelte successive: dal tema di uno sviluppo urbano circoscritto alla direttice ovest-nordovest, alla rigorosa tutela delle colline, all’attrezzatura dei quartieri periferici, alla previsione dei parchi territoriali esterni, ad una disciplina incisiva per il centro storico, allo spostamento dell’aeroporto.
Sarebbe improprio, nello spazio di un saluto, approfondire aspetti che verranno specificamente affrontati in alcune delle relazioni programmate. Ma come non ricordare, ad esempio,che in anni nei quali erano ancora poche decine i comuni italiani dotati di piano regolatore, Detti già andava oltre, ponendosi il problema di un coordinamento della pianificazione a livello sovra comunale, rinunciando fra l’altro ad un ruolo di rappresentanza degli enti locali minori che la normativa dell’epoca avrebbe consentito e ricercando inveceuna trama di intese rispettose delle specifiche autonomie.Era una sfida della cui difficoltà Detti era ben consapevole denunciando un processo irrazionale le cui componenti erano – come scriveva – ‘la speculazione, il suo professionismo di servizio, l’ambizione campanilistica delle Amministrazioni…’.Sappiamo come quei tentativi di coordinamento promossi da Detti, nella sostanza, fallirono ma non possiamo non sottolineare come il tema di una scala di pianificazione appropriata sia stato ripreso30 anni dopo con i piani territoriali di coordinamento e siatornato con forza in questi mesi nell’agenda politica con i primi concreti indirizzi, nella legislazione nazionale, per l’attuazione della città metropolitana e con le previsioni contenute a questo riguardo nella proposta di revisione della legge urbanistica toscana.
A mezzo secolo di distanza stiamo forse approdando a quella strumentazione che con lucidità Detti aveva individuato come precondizione per una pianificazione efficace del territorio. Di grande importanza dunque il contributo che queste giornate possono dareall’approfondimento di temi strategici e prioritari in questo momento per l’amministrazione comunale, che si sta accingendo a completare l’assetto della propria strumentazione urbanistica presentando entro pochi giorni al consiglio comunale il primo Regolamento Urbanistico”.
(ag)