Ataf, Grassi e De Zordo: "Un vero e proprio disastro nel trasporto pubblico i cui responsabili siedono tutti in Giunta e in Consiglio a Firenze"

"Danni agli autisti e perdita del controllo sulla qualità del servizio"

"Ecco a cosa sarebbe servita la “clausola sociale”: evitare che i nuovi proprietari dell'azienda di trasporto ATAF Gestioni potessero mettere fine, senza che nessuno potesse dire nulla, all'azienda spacchettando il servizio, riassorbendo nelle società 'madre' i dipendenti e facendo così scomparire ogni legame 'pubblico' con la vecchia ATAF". Lo affermano i Consiglieri comunali Tommaso Grassi e Ornella De Zordo, che aggiungono:

"I responsabili di questo disastro per i dipendenti, in gran parte autisti, e per cittadini che si ritroveranno con ben 5 società a gestire il trasporto pubblico a Firenze, senza un metro in più di corsie preferenziale e senza un'azienda unica per sosta e tpl come a Milano o Bologna, siedono tutti in Giunta, come il Sindaco Renzi e l'allora Presidente di ATAF, adesso premiato ad Assessore alla Mobilità, Bonaccorsi. Ma siedono anche in Consiglio comunale, e ci riferiamo a quei 25 Consiglieri che il 22 dicembre 2011 hanno dato il via libera alla vendita delle quote del Comune di Firenze fidandosi di rassicurazioni verbali che non trovavano conferma e che talvolta venivano smentite dagli stessi atti che hanno votato favorevolmente."

"Come non ricordare le famose invettive di Renzi e Bonaccorsi sulla bontà dell'operazione di vendita che avrebbe portato benefici al servizio e nessun danno agli autisti? E che dire delle dichiarazioni di inutilità della eventuale clausola sociale da inserire nel bando, o dei toni trionfalistici che hanno seguito l'aggiudicazione per arrivare ai più recenti ma non meno falsi proclami che nessun autista sarebbe stato licenziato e che in caso si sarebbe provveduto a garantire la cassa integrazione della Regione e il riassorbimento del personale in altre partecipate del Comune- operazione non permessa dalla normativa come confermato persino dal Presidente di Quadrifoglio, il renziano Moretti? Impensabile non ricordare come anche nei ritardi sulla gara regionale del trasporto pubblico su gomma, che ancora è tutta una incognita, sia pesata da un lato l'arroganza della coppia Renzi-Bonaccorsi nel privatizzare ATAF a tutti i costi prima della gara, e dall'altra la mancanza di tenacia della Regione che ha assistito inerme a quanto Firenze stava facendo senza opporsi."

"Si è trattato di una scelta sbagliata sotto ogni punto di vista: dal servizio del trasporto, che come abbiamo visto nei giorni del mondiale con una velocità commerciale più elevata e una certezza nei tempi viene apprezzato e utilizzato dai cittadini in maniera intensa svuotando le strade da un gran numero di macchine private, allo stato di disoccupazione a cui sono condannati i dipendenti. Questa è l'ennesima conferma di quanto cittadini, associazioni, partiti e movimenti riuniti contro la privatizzazione di ATAF, hanno cercato di denunciare nel corso dell'anno ma che hanno visto sempre il rifiuto da parte della maggioranza e dell'Amministrazione. Non possiamo, anche in questo caso, che confermare quanto sia stato un bluff tutta la campagna di comunicazione dell'Amministrazione contro l’inefficienza dell'azienda e l’incapacità del pubblico di risolvere la crisi di ATAF: ora si vede come la ricetta del privato non risolva affatto i problemi, anzi aggravi solo la situazione delle famiglie coinvolte da questa macelleria sociale."

"A questo punto se venisse realizzato il trasferimento dei dipendenti dalle tre società BusItalia, CAP e AutoguidevieMilano che hanno le quote di ATAF Gestioni, ognuna autonomamente potrebbe mettere parte del proprio personale in mobilità, aprendo così la strada verso il licenziamento: solo che non sarebbe più una mobilità di una società venduta dal pubblico, avendo perso ogni legame non solo giuridico. Le nostre preoccupazioni che le tre aziende potessero trasferire il personale all'interno del proprio assetto societario, provocando così per i lavoratori la perdita di una grossa fetta di salario dovuto agli integrativi aziendali si sta verificando, peraltro cancellando la società ATAF dalla gara regionale e venendo meno anche ad una delle garanzie che il Consiglio comunale aveva chiesto, ovvero l'integrità della società ATAF almeno fino alla gara regionale. Questo ultimo elemento potrebbe essere una ulteriore mannaia sulla testa degli ex dipendenti di ATAF che si ritroverebbero in una nuova società al pari di nuovi assunti e quindi in caso di riduzione dei chilometri da effettuare o di un esubero del personale, anche tra un anno a gara espletata, potrebbero essere messi fuori dalla porta con una lettera di licenziamento in mano."

(fdr)