Torselli e Donzelli (FdI): "Il polo ambulatoriale fantasma costato 2.900.000 euro. Al suo posto un centro di psichiatria, ma per il Comune l'edificio risulta essere ancora oggi un villino residenziale"
Queste le dichiarazioni del Consigliere Comunale Francesco Torselli e del Consigliere Regionale Giovanni Donzelli, entrambi di Fratelli d’Italia:
“L’oggetto del contendere è un villino edificato nel 1957 in Via Garbasso, zona Le Cure, a Firenze. Per la Direzione Urbanistica del Comune di Firenze e per lo strumento urbanistico vigente (P.R.G. Art. 33 delle N.T.A.) la destinazione d’uso di questo “edificio unifamiliare” è la “residenza” (Zona B, sottozona B.L.). Per l’Azienda Sanitaria Fiorentina invece, il villino in questione si chiama “Casa Iris” ed è una residenza terapeutica per pazienti psichiatrici con 11 posti letto, operatori sociosanitari ed educatori professionali in servizio 24 ore su 24, infermieri, psicologi e medici psichiatri; in pratica una struttura sanitaria vera e propria alle dipendenze del Centro di Salute Mentale diretto dal Dott. Saraò.
Ma i “misteri” attorno a questo edificio non finiscono qui. Al momento dell’inaugurazione di “Casa Iris”, l’allora Direttore Generale della Azienda Sanitaria Fiorentina, il Dott. Luigi Marroni, oggi assessore alla Sanità alla Regione Toscana spiegava, accompagnato dall’assessore alle politiche sociali del Comune di Firenze Stefania Saccardi, come riportato dalla stampa locale, che quell’edificio era stato acquistato dalla ASL nel 2008 su sollecitazione del servizio psichiatrico per realizzare una struttura residenziale a fini terapeutici per pazienti psichiatrici. Peccato però che nella Delibera della stessa Azienda Sanitaria Fiorentina N. 910/2008, a firma dello stesso Marroni, si deliberi “di acquisire l’immobile ubicato in via Garbasso a Firenze per la cifra di € 2.900.000 (…) per la Libera Professione intramuraria aziendale”.
Riepilogando: nel 2008 l’Azienda Sanitaria Fiorentina spende 2.900.000 Euro per l’acquisto di un villino nel quale realizzare un complesso destinato all’esercizio della libera professione intramuraria aziendale (ovvero una serie di ambulatori medici); due anni dopo l’edificio viene inaugurato, ma anziché un polo ambulatoriale, nel frattempo, è diventato un ricovero per giovani malati psichiatrici; il tutto in una struttura che al tempo dell’acquisto da parte della ASL aveva come destinazione d’uso quella della residenza privata (destinazione non compatibile con quella per la quale la ASL ha speso 2.900.000 Euro) e che ancora oggi mantiene la stessa destinazione.
Una vicenda che ci lascia sconcertati, anche e soprattutto alla luce delle risposte fornite ieri in Consiglio Comunale dall’assessore all’urbanistica, Elisabetta Meucci, rispetto ad una nostra interrogazione: il villino di Via Garbasso, per lo strumento urbanistico vigente nel Comune di Firenze, ancora oggi non è una struttura sociosanitaria, ma persiste ad essere un “villino unifamiliare”. Anzi, l’assessore ha precisato che la Azienda Sanitaria Fiorentina, dal 2008 ad oggi, non ha mai neppure richiesto il cambio di destinazione d’uso.
Purtroppo la scarsa trasparenza su questa vicenda non si ferma qui: l’acquisto del villino di Via Garbasso, al pari di altri due edifici acquisiti dalla ASL nel medesimo periodo di tempo (tra questi anche la famosa “casina rosa” di Via del Ponte di Mezzo, altra struttura destinata ad uso residenziale, peraltro priva delle caratteristiche necessarie per la conversione al pubblico utilizzo, che la ASL avrebbe invece destinato a servizi sociosanitari), rientrano in un intreccio di compravendite e di transazioni immobiliari che vedono coinvolti una serie di soggetti finiti nelle indagini della magistratura sulla nota “vicenda Quadra”.
Tutto questo spalanca le porte a due questioni che vogliamo assolutamente approfondire: la prima riguarda le destinazioni d’uso dei due edifici di Via Garbasso e di Via del Ponte di Mezzo, la seconda riguarda invece l’esistenza o meno delle condizioni necessarie dei due edifici ad ospitare dei pazienti in cura, per giunta in un settore medico delicato come quello della psichiatria.
Sul primo punto presenteremo formale richiesta di apertura di una specifica commissione di indagine che l’amministrazione comunale potrà decidere di svolgere secondo le modalità che più riterrà opportune, mentre sul secondo punto abbiamo già inoltrato formale richiesta alla Commissione Comunale competente di svolgere due sopralluoghi, quanto prima, sia in Via Garbasso che in Via del Ponte di Mezzo.
In attesa degli esiti di queste nostre richieste di approfondire la vicenda che, a fronte di un investimento di denaro pubblico complessivo che supera i 12.000.000 di Euro, ci sembrano più che doverose, auspichiamo di ascoltare quantomeno delle spiegazioni dai soggetti coinvolti in questa vicenda, a cominciare dall’allora direttore della ASF, oggi assessore regionale, Dott. Luigi Marroni, dal responsabile della psichiatria della zona di Firenze, l’ex-consigliere comunale Sandro Domenichetti e dagli assessori all’urbanistica ed ai servizi sociali del Comune di Firenze: Matteo Renzi, Elisabetta Meucci e Stefania Saccardi”.
(fdr)