L'assessora Giachi alla cerimonia per l'assegnazione del Premio Cittadino Europeo'
«Abbiamo creato la moneta senza un principe: a questo punto il progetto lungimirante dei padri fondatori, per noi punto di riferimento, è incompleto e lo resterà fino a quando gli elettori francesi, tedeschi, italiani e tutti gli altri non riusciranno ad esprimere un governo europeo dotato di una vera sovranità su tutto il continente. Questo aumenterà la potenza delle democrazie attribuendo ai popoli la scelta fra diversi modelli di sviluppo senza aspettare che siano i mercati a scegliere per essi». Lo ha detto l’assessora all'educazione e alle politiche europee Cristina Giachi portando il saluto dell’Amministrazione, questo pomeriggio alla sede gli Archivi Storici dell’Unione Europea a Villa Salviati, per la cerimonia nazionale di assegnazione del Premio Cittadino Europeo.
Il premio è assegnato annualmente dal Parlamento europeo a cittadini e associazioni europee che si sono distinti per azioni volte a rafforzare l'integrazione europea e il dialogo tra i popoli e per aver messo in pratica i valori della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea.
I vincitori nazionali saranno premiati con una medaglia d’onore nei loro paesi di appartenenza e verranno in seguito invitati all’evento conclusivo che avrà luogo il 16 e 17 Ottobre al Parlamento Europeo di Bruxelles. L’Associazione "Avvocato di strada Onlus",Daniel Vogelmann, fondatore de "La Giuntina" casa editrice ebraica di Firenze e Suor Eugenia Bonetti, Presidente di "Slaves No More Onlus" , sono i 3 vincitori italiani, tra i 43 europei selezionati nell'edizione 2013 dalla Cancelleria centrale del Premio , composta dal Vice Presidenti ed ex presidenti del Parlamento europeo.
«In questi ultimi anni abbiamo parlato più di finanza e di mercati che di vera integrazione tra gli stati – ha aggiunto l’assessora Giachi - per risolvere il crescente impoverimento dei nostri popoli, per dare slancio al processo di integrazione europea voluto dai padri fondatori occorre non solo limitare la potenza dei mercati con precise regole e un vero governo europeo, ma anche coltivare una memoria che rappresenti il vero antidoto a ogni razzismo».
La cerimonia a Villa Salviati è stata aperta dai saluti di Pasquale Ferrara, segretario generale dell'Istituto universitario europeo, da Dieter Schelkler, direttore degli archivi storici dell'Unione europea e da Daniel Ractliffe, responsabile dell’ufficio del Parlamento europeo in Italia. (fn)