Tav, De Zordo: "Il presidente Rossi reintegri immediatamente l'architetto Zita"

Questo l’intervento della capogruppo di perUnaltracittà Ornella De Zordo

“Presidente Rossi, cosa aspetta a reintegrare l'architetto Zita a capo del Settore VIA, dato che con ogni evidenza era un dirigente competente che voleva solo compiere il proprio dovere di servitore pubblico? E perché lo ha sostituito con una dirigente completamente digiuna in materia di VIA come la dott.ssa Garvin? Perché inoltre ha avocato a sé le deleghe sulla Via? Perché il suo direttore generale, dott. Barretta, imponeva i voleri del "Sistema Lorenzetti" alla struttura regionale? Perché infine i controlli sul mega appalto, sotto la sua gestione, non hanno funzionato? Domande ancora inevase, come se l'inchiesta della Procura di Firenze sul malaffare intorno al tunnel tav fosse un aspetto irrilevante per il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi.

Ieri comunque ci sono stati 6 arresti eccellenti, l'indagine non è chiusa, non tutto è chiarito, e ne valuteremo alla fine i risultati e le evidenze, anche se quelle politiche-collusive sono sotto gli occhi di tutti. Le intercettazioni pubblicate da agenzie e organi di stampa hanno il peso, la sostanza, e lo sgradevole odore di quelle in cui all’indomani del terremoto dell’Aquila si rideva, in vista delle spregiudicate speculazioni e dei lauti guadagni conseguenti. Ditte che falsificano i dati tecnici dei materiali su aspetti essenziali della sicurezza, enormi macchinari che non possono funzionare per componenti taroccate, ma anche enti pubblici che non solo non controllano, ma fanno comunella con gli speculatori, ne proteggono gli interessi, fino alla sostituzione del dirigente regionale “colpevole” di fare il suo lavoro, cioè seguire con il consueto rigore la delicata procedura di Valutazione di Impatto Ambientale di questo come di altri progetti.

Lorenzetti, presidente di Italferr, Bellomo, componente della Commissione VIA ministeriale, entrambi personaggi di peso del PD, che parlando fra loro gratificano dei peggiori epiteti l’arch. Zita (peraltro più volte minacciato anonimamente) perché non si piega agli interessi da loro difesi è uno dei peggiori spettacoli che questa vicenda ci restituisce. Ma oggi una domanda in particolare richiede urgentemente risposta: perché il presidente Rossi, esattamente nel momento cruciale della procedura VIA dell’Alta Velocità, e con quello che girava negli ambienti legati sia al suo partito che agli affari di Coopsette e SELI, ha prima avocato a sé la competenza in materia di VIA e subito dopo sostituito l’arch. Zita con altro dirigente, con ogni evidenza completamente digiuna di ogni competenza in materia?

Il “normale avvicendamento” a suo tempo invocato da Rossi evidentemente oggi mostra tutta la sua insufficienza come motivazione. Il quadro che emerge da questa vicenda, come da altre relative a “grandi opere”, è devastante, ma chiaro come il sole: queste opere, e l’Alta Velocità in particolare, non rispondono affatto a esigenze di ammodernamento infrastrutturale del paese, ma solo agli interessi per niente trasparenti di grandi gruppi imprenditoriali e finanziari, che si accaparrano enormi quantità di risorse pubbliche. La devastazione del Mugello è lì a dimostrarlo: venti minuti risparmiati per andare a Milano non possono giustificare l’ecocidio perpetrato. Purtroppo gli interessi di CAVET, Impregilo e compagnia sì.

Lo stesso scenario si sta presentando a Firenze, e nessun amministratore pubblico si pone dei dubbi, straparlando a sproposito di esigenze dei pendolari – che sono e saranno penalizzati dall’opera – o di assolute garanzie ambientali, che alla luce delle intercettazioni pubblicate sappiamo quanto valgono: quanto una moneta falsa. Quasi superfluo, ma necessario, dire che non un metro di terra deve essere mosso in quei cantieri, è l’ora che la politica malata piegata ad affari poco puliti si faccia da parte, e lasci il campo ai veri interessi dei cittadini e dei territori”.

(fdr)