Oggi Spini al Museo della Deportazione di Prato ricorda Adreina Morandi, staffetta partigiana fiorentina

Il consigliere comunale di Firenze, Valdo Spini, interviene oggi 5 settembre alle 21 a Prato al Museo della Deportazione,(Figline di Prato, via di Cantagallo 250) per ricordare la figura della fiorentina Andreina Morandi, in seguito sposata a Fiorenzo Michelozzi. "Andreina Morandi -ricorda Spini- era una giovane militante del partito d’azione fiorentino. Nel 1944 aveva circa vent’anni e partecipava coraggiosamente alla resistenza a Firenze come staffetta partigiana. Il fratello Luigi, studente di ingegneria, gestiva la radio trasmittente clandestina del partito d’ Azione col gruppo di Radio Cora. Ferito mortalmente nell’irruzione dei tedeschi e dei repubblichini del 7 giugno 1944, decedette poco dopo all’età di 24 anni. I nazifascisti si scatenarono contro la famiglia Morandi. Andreina e i suoi genitori furono imprigionati a Villa Triste, sede della famigerata banda Carità. Il padre,Angelo venne poi inviato nei campi di concentramento in Germania e morì probabilmente a Flossemburg nel novembre 1944. Andreina e la mamma furono invece portate nel carcere di Santa Verdiana, da cui furono liberate da un audace colpo di mano dei Gap guidati da Elio Chianesi.. Nel 1984 Andreina scrisse i suoi ricordi intitolati “Le foglie volano. Appunti per una storia di libertà”. (Le foglie volano era appunto il messaggio cifrato che annunciava i lanci alleati sul Monte Giovi.) L’Anpi di Signa ha fatto ristampare , a cura di Roberto Nistri, (Firenze, Giuntina,2013).Ne parleranno, oltre a Spini e allo stesso Nistri, Ennio Saccenti del’Anpi provinciale di Prato, e un testimone di queste vicende come Marcello Martini. Marcello era il figlio del comandante partigiano Mario:I nazifascisti catturarono tutta la famiglia Martini. Mario riuscì miracolosamente a fuggire. I tedeschi presero allora il giovanissimo Marcello, che aveva solo quattordici anni, e lo portarono in campo di concentramento, da dove, dopo la liberazione, Marcello Martini riuscì a ritornare. Sono biografie- conclude Spini- che non possiamo dimenticare per il generoso spirito di sacrificio per la libertà che le animo’.” (lb)