Nove anni dopo Beslan, oggi la commemorazione solenne nella piazza intitolata ai bambini e alle bambine vittime della strage
La presidente della commissione Pace Susanna Agostini ha rappresentato stamani l’amministrazione comunale alla cerimonia in ricordo della strage di Beslan nell'omonima piazza vicino alla Fortezza da Basso. Insieme alla presidente Agostini era presente Daniela Lastri in rappresentanza della Regione e delle Forze dell'ordine. Durante la cerimonia la presidente ha deposto un cuscino di fiori in memoria delle vittime inermi della strage avvenuta nella scuola Numero 1 della citta di Beslan, nel Caucaso russo fra il 1 e il 4 settembre del 2004: 335 le vittime tra cui 186 bambini. Una carneficina che ha choccato il monto intero. "Una guerra cruenta - ha detto Agostini- , senza rispetto alcuno per i diritti umani e soprattutto quelli di bambini, vittime innocenti. Dalla ricostruzione dei fatti, dalla quale emerge anche l'avvelenamento della giornalista Anna Politovskaia, messo in atto per fermarla mentre in aereo si stava recando a Beslan, per dialogare con i terroristi. La sua intenzione raggiungere per tempo il luogo del sequestro di 1200 persone, tra genitori insegnanti e bambini, da brava professionista, giornalista di fama internazionale, cronista della verità, avrebbe avuto forse la capacità di fermare con le parole, i terroristi, che cercavano solo amplificazione mediatica alle loro rivendicazioni. Sapere oggi tutto questo, a nove anni dalla strage e sette anni dal successivo assassinio di Anna a Mosca nel 2006, rende la tragedia ancor più violenta, assurda, crudele, disumana, atroce, inutile. Tutti gli anni l'amministrazione e la città ricordano questa strage: un ricordo non formale, un’occasione per riflettere sul fatto che nelle guerre e in questi giorni stiamo assistendo alla tragiche immagini ceh ci pervengono dalla Siria come da altri paesi del sud del mondo, vediamo come ancora siano gli innocenti inermi a pagare con la vita i soprusi le violenze.. È successo a Beslan nove anni fa, sta accadendo ancora. Spetta alle diplomazie internazionali affrontare le soluzioni dei conflitti, e alle istituzioni tutte il compito di mantenere viva la memoria, il ricordo di ciò che è stato, in modo che i principi di tolleranza e di rispetto delle persone, ingrediente essenziale della civile convivenza, diventino sempre più un patrimonio comune nel mondo. E che le atrocità non debbano essere riconosciute mai più come esempi di forza delle grandi potenze che assassinando, anche coloro che per mestiere hanno il compito di informare attraverso cronache puntuali, commettono veri crimini verso l'umanità, non si vedano per motivazione alcuna riconoscimenti di ragioni di stato. Proprio due anni fa- ha ricordato Agostini- il 30 aprile del 2011, prima dell'apertura della 75° Fiera internazionale dell’Artigianato alla Fortezza da Basso, in questa piazza Bambine e Bambini di Beslan, con il vicesindaco Nardella abbiamo svolto un'altra cerimonia commemorativa, organizzata dalla delegazione della Repubblica dell'Ossezia del Nord-Alania guidata dal Presidente della Repubblica caucasica Nikolaj Khlyntsov. Alla cerimonia, oltre la sottoscritta e il vice sindaco di Firenze Dario Nardella, l’attaché culturale presso l'ambasciata della Federazione Russa a Roma, Valentina Sokolova, e il rappresentante dell'agenzia Rossotrudnichestvo Gubovets che ci dimostrarono riconoscenza per aver intitolato la piazza ad un evento così determinante nella storia del loro paese. Dal primo al 4 settembre 2004 - ha proseguito Agostini- abbiamo assistito attimo per attimo alla scena del crimine umanitario. Tutto il mondo, in diretta tv assisteva al sequestro, alle minacce, al ricatto, alla strage. L'evento ha sconvolto le coscienze del mondo intero, ricordo esattamente l'attesa del massacro, l'impotenza internazionale di fronte ad un improbabile duello tra terroristi ceceni e esercito russo, ricco di supposti retroscena, venuti poi alla luce negli anni successivi, i corpi e i volti dei bambini che oggi possiamo ritrovare in Google , in video che narrano la indimenticabile sofferenza. I genitori dentro e fuori la prigione, disperati, impotenti, sconvolti, per sempre. A Firenze, proprio in quel periodo si stava per inaugurare una piazza avvio di un importante nuova pedonalizzazione, che unisce la stazione e il centro della città con il polo fieristico della Fortezza da Basso, senza esitazione, l'amministrazione all'unanimità, decise di dedicare questo luogo proprio a quei bimbi morti, e/o feriti e traumatizzati per sempre, dall'evento vissuto. In ricordo di quel dolore. Un pensiero che vale ancora oggi, rivolto a tutti i bambini vittime innocenti di crudeli conflitti. Sono passati 9 anni da quelle tragiche giornate a Beslan, nell'Ossezia del Nord. Da allora il ritorno a scuola per gli studenti russi e per l’intero Paese non è più la festa di prima. L’incubo di quelle drammatiche ore viene rivissuto sui giornali ed in televisione. Manifestazioni vengono tenute ovunque nel gigante slavo. Il ricordo di quell’orrore non deve sopirsi, è il desiderio della società federale. Beslan ha segnato la vera fine del terrorismo nel Caucaso russo. Quel marchio di infamia, determinato dalla morte di centinaia di bambini inermi in una scuola, ha sancito la perdita di fiancheggiatori e sostegni interni ed esterni alla causa separatista ed estremista" (lb)