70° Anniversario massacro di villa Triste, la proposta di Pezza (Pd): "Una lapide in via Bolognese in memoria delle vittime torturate e dei terribili fatti accaduti"

"Una  nuova lapide, esterna a Villa Triste in via Bolognese, che racconti la storia di quelle stanze e renda giustizia e memoria a chi vi è stato torturato perchè difendeva la libertà." E' quanto chiede al Comune la consigliera del Pd Cecilia Pezza nel settantesimo anniversario dei fatti di villa Triste. "Oggi - spiega Pezza-, passando da via Bolognese, è difficile ricollegare il luogo alla storia: la targa che ricorda villa Triste è nella proprietà del condominio ed è difficilmente visibile dall'esterno, tanto che per leggerla per intero si è costretti a farsi aprire il cancello di accesso al palazzo. Davanti all'edifico, la scorsa amministrazione ha intitolato il largo a Bruno Fanciullacci, ma se non interveniamo ulteriormente  rischiamo di perdere il ricordo di cosa è stato quel luogo per Firenze, e non sarebbe giusto. Lo dobbiamo a chi si è battuto per la democrazia ed ai bambini fiorentini che non dovranno crescere senza sapere il perchè di questi sacrifici". Settant'anni fa, nel settembre '43, le milizie fasciste trasformarono un palazzo di via Bolognese in un terribile luogo di prigionia e tortura, ad opera della famigerata Banda Carità. Un palazzo ricordato con il nome di villa Triste per le torture che questa squadra lì inflisse agli antifascisti negli ultimi mesi di occupazione della città. Da lì passarono tanti eroi della nostra Resistenza: alcuni non ne uscirono più, come Bruno Fanciullacci e Anna Maria Enriques Agnoletti. Altri furono più "fortunati", come il campione di ciclismo Gino Bartali. (lb)