Sgomberato l'ex ospedale di Poggio Secco
È stato sgomberato questa mattina l’ex ospedale di Poggio Secco, sulle colline sopra a Careggi. Nella struttura di proprietà della Croce Rossa, occupata da molti anni, sono state individuate e censite dagli operatori del Comune (servizi sociali, Polizia Municipale e Protezione Civile) circa 230 persone, la maggior parte di nazionalità rumena, di cui quasi cento minori.
L’operazione, concordata in sede di COSP insieme a Prefetto, Questore e Carabinieri, per dare esecuzione ad un ordine di sequestro della magistratura, è iniziata con la massiccia presenza sul luogo delle forze dell’ordine.
Il Comune di Firenze si è fatto carico di un numero di persone addirittura superiore a quanto previsto. La direzione servizi sociali ha gestito insieme alla Polizia Municipale tutta la fase dell’accoglienza delle persone che all’arrivo delle forze dell’ordine erano già all’esterno della struttura.
Gli operatori del Comune e gli agenti della Polizia Municipale, alla presenza per ragioni di sicurezza delle forze dell’ordine, si sono occupati di tutti gli aspetti, dall’identificazione alla composizione dei nuclei familiari fino all’individuazione della destinazione.
“Ringrazio in modo non formale il prezioso lavoro della direzione servizi sociali e della Polizia Municipale – dichiara il vicesindaco Stefania Saccardi – . Anche in questo caso, come negli altri sgomberi avvenuti nel Comune di Firenze, l’Amministrazione comunale si è fatta caricopressoché totalmente dell’intervento, garantendo accoglienza a quasi 200 persone, nonostante ne avessimo previste 150. Anche questa volta abbiamo risolto un’occupazione decennale che creava problemi sotto il profilo dell’ordine pubblico, dell’inquinamento e della sicurezza delle persone e dei bambini che vivevano nella struttura. Ringrazio anche la Regione Toscana nella persona dell’assessore al welfare Salvatore Allocca per il contributo economico che ha dato per questo importante intervento”.
Quasi 200 le persone accolte, di cui 170 componenti nuclei familiari con bambini che sono state sono state così sistemate: 102 alla Foresteria Pertini gestita dalla Caritas, 40 alla Santa Caterina (gestione Consorzio Coeso) e il resto in altre strutture del privato sociale (tra cui Madonnina del Grappa, San Paolino, Fuligno etc). Una ventina di uomini hanno accettato l’ospitalità dell’Albergo Popolare. Un certo numero di persone si sono allontanate volontariamente da Poggio Secco mentre un altro gruppo di occupanti è risultato provenire da altri recenti sgomberi.
“Ringrazio in modo particolare la Caritas, il Consorzio Coeso e la Madonnina del Grappa per l’aiuto che ci hanno dato e che continueranno a darci per gestire l’accoglienza”.
Il vicesindaco Saccardi ricorda che lo sgombero di Poggio Secco è solo l’ultimo di una lunga serie. Dal 2009, infatti, sono stati effettuati interventi all’ex scuola Caterina dei Medici in viale Guidoni (circa 200 persone), all’ex ospedale Meyer (oltre 130 persone), dell’immobile dell’Inarcassa in viale Matteotti (oltre 70 persone), dell’immobile del Fosso Macinante (circa 50 persone) e delle aree occupate abusivamente in via Petri (15 persone) e in via Quaracchi (due interventi per complessive 160 persone) senza dimenticare poi lo sgombero del mercatino multietnico in lungarno della Zecca Vecchia e la chiusura del campo nomadi dell’Olmatello. “Interventi effettuati sempre senza l’utilizzo della forza pubblica e senza creare tensioni sociali, coniugando il rispetto delle regole con l’accoglienza -sottolinea il vicesindaco –. E ancora senza dirottare nessuno in affittacamere (voce che nei bilanci fino 2009 pesava per 600.000 euro) e senza né subire né tollerare eventuali altre occupazioni, come è avvenuto per lo sgombero di Pian del Mugnone”. “A Firenze quando si sgombera una struttura ci si occupa e preoccupa di dove andranno a finire le persone che hanno diritto ad una accoglienza, impiegando risorse umane e finanziarie. Questo è lo stile Firenze” conclude il vicesindaco Saccardi.
Una volta terminato il lavoro degli operatori della direzione servizi sociale, è iniziato il lavoro delle forze dell’ordine, che hanno verificato che la struttura fosse vuota, e della ditta incaricata dalla Croce Rossa di chiudere e mettere in sicurezza l’immobile.
“Sorgane accoglie queste persone – commenta il presidente del Quartiere 3 Andrea Ceccarelli – come già avvenuto in passato. La popolazione della zona si è sempre comportata in modo civile nei confronti degli ospiti della struttura e sono sicuro che sarà così anche questa volta”.
“Come Quartiere siamo molto soddisfatti di questo intervento - interviene Francesca Paolieri presidente commissione ambiente del Quartiere 5 -. Da tempo i cittadini della zona, con i quali abbiamo un contatto diretto, denunciavano la difficile situazione,soprattutto per quanto riguarda l’aspetto igienico-ambientale. È il secondo sgombero nel territorio del quartiere, dopo quello del campo nomadi dell’Olmatello che è stato effettuato senza problemi, con una sistemazione di tutte le persone in modo sereno. Si può veramente parlare di modello Firenze”.
“Credo si possa essere soddisfatti di questa collaborazione tra Amministrazione e realtà impegnate nel sociale che ha portato, nel giorno stesso dello sgombero, ad un risultato importante – aggiunge il direttore della Caritas Alessandro Martini -, ovvero l’accoglienza della stragrande maggioranza degli occupanti abusivi di Poggio Secco. Questo è stato fatto grazie anche a un lavoro condiviso, che ha una lunga storia e che ci consente, in modo abbastanza collaudato, di sostenere esperienze difficili e impegnative. L’abbiamo fatto come Caritas anche pensando alla tutela della dignità delle persone che, nonostante l’illegalità di un occupazione, hanno diritto di avere una prima accoglienza anche di emergenza che ci può dare poi, in primis alle istituzioni e anche come Caritas, l’occasione di valutare caso per caso tempi e modalità di reinserimento in situazioni più definitive”. (mf)