Brand Firenze, Bertini (FLI): "Essere al passo coi tempi si può, ma solo valorizzando ciò che abbiamo"
Questo l’intervento del consigliere di Futuro e Libertà Stefano Bertini
“Tra i sostenitori del concorso per scovare un brand per Firenze, c'è chi sostiene che esso serva "per ricordare che non viviamo di passato".
Io ho sempre sostenuto che le ricchezze che la storia ci ha fornito debbano essere vissute al passo coi tempi, in modo da perpetuare il loro significato. Ciò però non significa che debbano essere modificate o modernizzate; esse devono restare integre nella loro materialità mentre è l'uso che ne possiamo fare ed il loro intelligente sfruttamento che può cambiare a seconda dei tempi. Nessuno si può prefigurare di modificare Palazzo Vecchio o il Bargello per renderlo più moderno, ma può incentrare l'attenzione su tali monumenti in un modo che non sia solo ammirata e statica contemplazione.
Lo stesso vale per il simbolo di Firenze. Il giglio c'è già e la identifica nel mondo intero. Vogliamo dargli ancora più rilevanza? Bene, ma partiamo da quello senza pensare a modificarlo. Non a caso chi crede invece nel concorso riconosce che, a parte New York, il logo di città come Parigi non è per niente noto. Segno pertanto che la sua utilità è ben limitata e non per questo Parigi è meno conosciuta nel mondo. New York è una cosa diversa... è nata ieri rispetto a Firenze, non ha una storia millenaria né vestigia di un passato di cui possa gloriarsi.
Ripeto: richiamare ancora maggiore attenzione su Firenze si può, ma con un'offerta culturale adeguata al suo blasone e non con gli spot tanto cari al rignanese”.
(fdr)