Nuova centrale del 118, il vicesindaco Saccardi: "Una sola per tutta la Regione con sede a Firenze"
“La migliore soluzione è Firenze. E non soltanto per la centrale dell’area vasta ma per tutta la Regione. Solo così si combattono gli sterili localismi e si fa l’interesse dei cittadini”. Il vicesindaco Stefania Saccardi interviene nella polemica sulla collocazione delle nuove centrali del 118 iniziata dal sindaco di Pistoia Samuele Bertinelli.
“L’unica politica sensata è che in Toscana ci sia una unica centrale e che questa sia a Firenze. Se poi passa l’idea, a mio avviso poco ragionevole, delle tre centrali rispettivamente per l’area fiorentina, per la costa e per la zona sud, non capisco proprio perché dovrebbe essere privilegiata Pistoia. E questo per evidenze oggettive”.
Il vicesindaco snocciola i dati mettendo a confronto le quattro centrali operative oggi in funzione nelle quattro Aziende sanitarie dell’area vasta, ovvero Firenze, Empoli, Prato e Pistoia. Prima di tutto Firenze da sola fa più attività delle altre tre centrali messe insieme: solo per citare qualche numero nel 2012 la centrale operativa di Firenze ha registrato il 57% delle chiamate (schede informatiche di ricezione aperte) pari a 336.260 a fronte del 20% di Pistoia (65.954), del 14% di Prato (47.387) e del 9% di Empoli (31.515). Molto simili le percentuali degli interventi (eventi di emergenza): su un totale di area vasta di 181.928 il 55% fa riferimento a Firenze (100.986), il 20% a Pistoia (36.217), 15% a Prato (26.393) e il 10% a Empoli (18.332). Sulla stessa linea anche le percentuali per il numero dei mezzi attivati dalle centrali operative. “Di norma quando si operano scelte di riorganizzazione sanitaria vale il principio di privilegiare chi offre, in virtù dell’alto numero di prestazioni effettuate, maggiori garanzie di efficienza ed efficacia” ribadisce il vicesindaco. Se poi ai numeri si aggiunge l’analisi del bacino di utenza e della competenza territoriale, appare evidente come “i dati relativi alla centrale di Firenze non siano in alcun modo paragonabili ne in termini qualitativi ne in termini quantitativi a quelli di qualunque altra Centrale della Regione Toscana. Firenze da sola è più grande ed ha più abitanti delle altre messe insieme” Senza dimenticare i maxieventi che vengono realizzati sul territorio e richiedono pianificazioni specifiche come partite allo stadio, concerti all’aperto e al chiuso, manifestazioni sportive e via dicendo. Inoltre, se si analizza i dati relativi all’attività, emerge come la Centrale di Firenze abbia il miglior rapporto costo/prestazione erogata nonostante gli elevati carichi operativi (Firenze 9 euro a ricezione contro i 19 euro di Prato, 13 di Pistoia, 15 di Empoli; per ogni mezzo attivato Firenze costa 14 euro, Prato 34, Pistoia 19, Empoli 23).
Giocano a favore di Firenze anche l’aspetto tecnologico: le strumentazioni della centrale operativa sono già adeguate a garantire tutta l’attività della Regione Toscana senza necessità di ulteriori implementazioni a differenza di Pistoia che invece dovrebbe ricomprare il centralino ed il registratore per adeguarsi a Firenze che ha appena istallato i modelli più innovativi.
Inoltre solo la centrale fiorentina può contare sulla competenza acquisita in materia di elisoccorso regionale, la cui centrale unica è dal 2009 a Firenze. “Se fosse decisa un’altra sede per la centrale di area vasta tutti i supporti tecnologici ed informatici predisposti per l’elisoccorso andrebbero implementati completamente con costi enormi e rischi nelle attivazioni degli elicotteri” rileva ancora il vicesindaco.
Non paragonabile l’aspetto dell’organizzazione delle due centrali: quella di Firenze è l’unica che opera ormai da anni con tutti i modelli organizzativi della rete territoriale, ovvero automediche, ambulanze con medico a bordo, ambulanze con infermiere a bordo, ambulanze di primo soccorso con e senza defibrillazione, elisoccorso. La Centrale di Pistoia opera soltanto con l’automedica e ambulanze di primo soccorso con defibrillazione. Inoltre Firenze è l’unica centrale che opera ormai da anni con la necessità di effettuare scelte di ospedalizzazione tra 7 diversi presidi ospedalieri di cui 2 HUB (uno di area vasta e uno regionale), facenti capo a 3 Aziende Sanitarie diverse: una competenza assolutamente indispensabile per gestire un territorio con più aziende e più ospedali.
Dal punto di vista poi del personale, la centrale operativa di Firenze è quella con il maggior numero di operatori formati (rapporto 4:1) di pluriennale esperienza. “Mi sembra illogico pensare di spostare la sede di lavoro a 48 persone da Firenze a Pistoia o in alternativa provvedere al reclutamento di nuovo personale da formare ex novo considerando che la formazione dura 6 mesi” sottolinea il vicesindaco Saccardi.
A tutto questo si aggiunge che sono in corso i lavori (termine previsto a ottobre) per la realizzazione della nuova sede operativa regionale progettata specificamente per ospitare la Centrale Operativa presso l’Iot. Sarà una struttura all’avanguardia sia per i requisiti strutturali, impiantistici, sia per i dispositivi di sicurezza sia per gli spazi assegnati con la possibilità di ospitare ben 36 postazioni operative oltre ovviamente ad un adeguato numero di postazioni di back-up. “Si tratta di un intervento di grande rilevanza, per il quale sono stati impegnati dall’allora direttore generale dell’Azienda sanitaria Luigi Marroni quasi 4,5 milioni di euro, grazie al quale potremo disporre dell’unica centrale che risponde ai criteri indicati dalla commissione d’Area Vasta”.
“Questi dati e queste analisi mi sembrano una risposta adeguata alle stravaganti rivendicazioni di un sindaco che dovrebbe essere soddisfatto visto che, nonostante il difficile momento, sul suo territorio è stato inaugurato recentemente un nuovo ospedale, tra l’altro non molto distante da un'altra struttura ospedaliera. Mentre l’area fiorentina rischia di perdere il Nuovo San Giovanni di Dio che ha necessità di importanti lavori di ristrutturazione per ottenere l’accreditamento” conclude il vicesindaco Saccardi. (mf)