Brand Firenze, Torselli (FdI) e Bertini (FLI): "Polemiche inutili, a Renzi non importa niente del marchio, ma solo della ribalta mediatica"
“Ringraziamo l’assessore Biagiotti per la precisazione con la quale ci ha rassicurati che l’amministrazione di cui fa parte non è intenzionata a rottamare il Giglio di Firenze, ma l’assessore non farà fatica a comprendere le nostre preoccupazioni viste le precedenti esternazioni di un sindaco che, non contento della ribalta televisiva e mediatica da rockstar che gli è ormai riservata da tutti i media nazionali, ha già dichiarato in tempi non sospetti di voler ripristinare la pavimentazione in cotto della Piazza Signoria dei tempi di Savonarola e di voler succedere a Michelangelo nel completamento della facciata della basilica di San Lorenzo”. Questa la risposta dei consiglieri comunali Francesco Torselli (Fratelli d’Italia) e Stefano Bertini (Futuro e Libertà) all’assessore Biagiotti che è intervenuta per difendere l’idea del sindaco Renzi di realizzare un nuovo “brand” commerciale per Firenze.
“Purtroppo – proseguono i due consiglieri di centrodestra – l’arrampicata sugli specchi dell’assessore Biagiotti non ci ha minimamente convinti. Firenze non ha bisogno di “brand” commerciali per promuovere sé stessa ed i suoi “prodotti” culturali nel mondo, ne ha già uno, più che sufficiente: la sua storia e la sua arte, conosciuta ad ogni angolo del pianeta. Un “brand” che non ha bisogno del rafforzativo “Made in Renzi” perché va già bene com’è”.
“Se questa amministrazione comunale – aggiungono i due esponenti dell’opposizione – aveva così tanta voglia di rinvigorire la produzione artistica e culturale della nostra città, poteva pensarci prima, nei quattro anni che ha amministrato Firenze. Renzi ed i suoi assessori avrebbero potuto fare qualcosa per incentivare la nascita di nuove scuole di pittura e di scultura (sempre meno e sempre più gestite da maestri stranieri: inglesi, americani e russi) finalizzate a valorizzare nuovi talenti, oppure, vista la passione per quanto fanno le altre città del mondo, avrebbero potuto cogliere le opportunità offerte ad esempio dall’Unione Europea per riqualificare le periferie trasformandole in veri e propri laboratori internazionali d’arte e di architettura sul modello già messo in atto, con esiti incredibili e sotto gli occhi di tutti, da Barcellona, Berlino e per ultima persino Marsiglia”.
“Purtroppo – concludono Torselli e Bertini – anche quest’ultima infelice iniziativa dell’amministrazione Renzi non fa che ribadire ciò che noi sosteniamo da sempre: al sindaco ed ai suoi uomini non importa conseguire il risultato, ma unicamente la ribalta mediatica ed anche in questa circostanza, l’obiettivo è stato ampiamente centrato anche grazie alle polemiche. Adesso, ci chiediamo, a quando la proposta di un futuristico silos di acciaio, vetro e giochi di luce al posto di quell’anticaglia del Campanile di Giotto?”.
(fdr)