Carceri, Cruccolini: "Visita ministro Cancellieri è positivo segnale attenzione da parte del governo"

Ecco alcuni interventi fatti lunedì scorso dai detenuti e raccolti dal consigliere delegato

"La presenza a Sollicciano del ministro Cancellieri insieme ad alcuni rappresentanti del Parlamento rappresenta un segnale positivo di attenzione da parte del governo e delle Camere alla questione sempre più urgente delle carceri". Lo ha detto il consigliere delegato alle carceri Eros Cruccolini che ha raccolto alcuni interventi fatti dai detenuti nell’incontro di lunedì scorso con i rappresentanti istituzionali. Ecco le parole di Daniele e Agnese:
DANIELE:
Il decreto svuota carceri così come è non può raggiungere l’obbiettivo che si era posto. Il testo del decreto sulle carceri varato dal Governo è uscito peggiorato dal passaggio al Senato. Gli arresti domiciliari al posto della detenzione, per i reati di non forte allarme sociale, sono stati vietati per un certo numero di reati, tra i quali il furto aggravato. Così facendo viene seriamente limitato il numero di coloro che potranno scontare la pena agli arresti domiciliari invece che in carcere.
Cosa più assurda è stata reintrodotta per i recidivi la possibilità di accedere alle misure alternative o ai domiciliari, prevista dalla criminogena legge ex Cirielli, che il governo in qualche modo aveva cancellato, è stata parzialmente ripristinata per chi si rende colpevole di recidiva nell’arco di cinque anni.
Nonostante tutto questo vogliamo vedere dei segnali positivi e una inversione di tendenza.
Per troppi anni abbiamo assistito a una esaltazione maniacale della pena (pene certe, indulti mascherati, orde di delinquenti rimessi in libertà… che poi guardandoli chi sono questi delinquenti, ci sono casi di detenuti che hanno preso 2 anni per una cioccolata; un anno per uno yoghurt) e della detenzione come unico rimedio possibile. Dimostrazione sono appunto le leggi come la ex Cirielli, la Fini-Giovanardi, la Bossi-Fini, e chi più ne ha più ne metta, affidando al carcere il compito di affrontare nodi che richiederebbero interventi precisi alla risoluzione di tali problemi.
AGNESE:
Il carcere è una discarica sociale, le leggi varate negli ultimi anni penalizzano i più deboli di una società incapace di trovare soluzioni concrete.
Deve essere ben chiaro che sovrappopolamento non è mancanza di posti letto ma di ogni servizio indispensabile: dalla difficoltà di seguirci da parte degli operatori di polizia penitenziaria, educatori, medici, alla qualità del servizio stesso per il cibo, la fornitura, le scuole e quant’altro; il tutto aggravato dalla crisi economica che peggiora ulteriormente la situazione.
Il carcere così com’è perde ogni funzione sociale e rieducativa, il carcere così come è è assolutamente inutile se non peggiorativo, dato che ogni giorno viviamo le ingiustizie di un sistema che ci dovrebbe reinserire, per esempio da più di un anno combattiamo inascoltati poiché i prezzi applicati sui prodotti in vendita all’interno dell’istituto sono molto più alti rispetto all’esterno, c’è stata anche un’interrogazione parlamentare; praticamente succede che guadagniamo novanta euro (se lavoriamo, che non è detto, anzi) e per acquistare l’indispensabile ne spendiamo settanta in una sola spesa, e il resto del tempo come dobbiamo sopravvivere?
Basta con le parole,speriamo che ci siano finalmente azioni concrete e coraggiose.

(lb)