Bonaccorsi su opere e fondi RFI, De Zordo e Grassi: "Parole che non corrispondono ai fatti"
Questo l’intervento dei consiglieri Ornella De Zordo e Tommaso Grassi
“Le dichiarazioni riportate in una nota stampa del 16 luglio del neoassessore Bonaccorsi sull'entità dei fondi erogati da RFI al Comune di Firenze in relazione ai lavori per l'Alta Velocitá (potremmo dire per tacitare il sindaco Renzi) e sulla loro destinazione non corrispondono ai dati approvati lo stesso giorno dalla Giunta di cui pure fa parte. E vengono smentite dallo stesso Bonaccorsi nella risposta in consiglio di ieri alla nostra domanda di attualità.
La delibera del 16 luglio, giorno in cui l'argomento è stato trattato dalla Giunta, parla di una tranche del 30% dell'importo complessivo, mentre Bonaccorsi nel suo comunicato parlava del 20% dei complessivi 90 milioni, cioè di 18 milioni.Ora nella risposta in aula abbiamo da lui la conferma che arriveranno 27 milioni.
Anche sui tempi della Convenzione attuativa ci sono discrepanze: secondo la nota di Bonaccorsi la Giunta l'avrebbe approvata, mentre la delibera dice che la Convenzione deve ancora essere predisposta dagli uffici, e poi tornare nuovamente in Giunta, come del resto lo stesso assessore ora ammette.
Inoltre l'assessore aveva fatto un elenco di opere che sarebbero immediatamente cantierabili; peccato che la delibera non riporti nessun dato in merito e neppure vi sia allegato un elenco. Non avrebbe potuto, perché quasi nessuna di queste opere è corredata di progettazione esecutiva, anzi alcune non hanno neppure il progetto definitivo. Evidente che l'assessore è andato ‘a braccio’ nel sostenere che entro il 2013 sarebbero partiti i cantieri per la nuova strada tra viale Nenni e l'ospedale di Torregalli, le piste ciclabili in viale Europa o la ripavimentazione di via Cerretani. Tutti progetti ancora da venire.
Per essere un 'sostenitore dei fatti', come lui stesso si è definito, etichettando come polemica le critiche sollevate dalla sua nomina, avrebbe potuto esordire in modo migliore, senza farsi prendere da una retorica trionfalistica che gli suggeriamo di abbandonare al più presto”.
(fdr)