Statuto comunale, la presidente Agostini (Pd): "Non più stranieri, ora tocca al Governo varare lo jus soli"
"Il percorso politico affrontato per garantire un'attualizzazione e manutenzione dello statuto del Comune ha consentito un approfondito dibattito su due temi di rilevanza politica nazionale. Il recepimento della legge 215, per il diritto alla rappresentanza paritaria di genere e il diritto a non essere "stranieri nella propria città". Così la presidente della commissione Pace Diritti umani Susanna Agostini che spiega “Sulla base della discussione in atto da parte del Governo in merito al diritto di voto e rappresentanza per tutte le persone che da più di 5 anni vivono in Italia, nella competente commissione pace diritti umani e affari istituzionali abbiamo scandagliato attentamente il lavoro che dal 2002 al 2005 hanno potuto svolgere con passione e impegno tante donne e uomini che una volta eletti hanno fatto parte del consiglio degli stranieri, sommando all'opportunità' importante, anche un senso di non totale appartenenza all’istituzione. Ma anche la consapevolezza di avere una rappresentanza di una parte delle comunità presenti nella nostra comunità . Con la Regione e la Provincia abbiamo avviato strategie di miglioramento dello strumento ,facendo tesoro delle esperienze di tutte le realtà che hanno creato consulte o consigli. Ma ora vediamo avvicinarsi un altro obbiettivo, quello contenuto nella richiesta di proposta di iniziativa popolare nota come "l'Italia sono anch'io" . Per questo motivo- aggiunge Agostini- siamo stati unanimi nel modificare l'art 97bis e prevedere per la futura amministrazione un diverso e più significativo rapporto con tutti i cittadini e cittadine che nascono, vivono, lavorano e votano a Firenze. La parola stranieri non fa più parte del nostro statuto. Un passo avanti, per ciò che compete il nostro compito. Il prossimo spetta al Governo e al Parlamento. A settembre la commissione predisporrà un ordine del giorno che spingerà in avanti e con determinazione il sollecito alla promulgazione delle due leggi jus soli e diritto di voto come anche le piùalte cariche dello Stato sostengono. Un voto unanime quello di ieri a sostegno e rispetto dell'azione politica costruttiva che il ministro Cecilie Kienge sta condividendo con il Parlamento” (lb)