Statuto comunale, la soddisfazione della presidente Giuliani (Pd): "Recepite le sempre più forti richieste di partecipazione delle donne alla vita del Paese"

Il Comune di Firenze ha adeguato lo Statuto comunale alle disposizioni della legge 215/2012 Per promuovere il riequilibrio della rappresentanza di genere nei consigli e nelle giunte degli enti locali e nei consigli regionali. Il Comune quindi si allinea al dettato della legge nazionale e garantisce,  non più solo " promuove", la rappresentanza paritaria di entrambi i sessi negli organi dell'amministrazione.
A questo proposito la presidente della commissione Pari opportunità Maria Federica Giuliani ha espresso soddisfazione. “Sono contenta – ha detto Giulaini- per l'approvazione della delibera di aggiornamento dello statuto comunale che recepisce il dettato della legge 215/2012, una legge di civiltà che risponde in modo concreto alla necessità di una democrazia davvero rappresentativa perché inclusiva, recependo le sempre più forti richieste di partecipazione delle donne alla vita del Paese". La presidente, in allegato alla delibera varata ieri dal Consiglio, ha presentato un ordine del giorno che sottolinea l'importanza di tale legge e dei suoi contenuti in vista delle prossime elezioni comunali nel 2014.

(lb)

 

 


Ordine del giorno.
Oggetto: Statuto del Comune di Firenze e riequilibrio delle rappresentanze di genere.
Proponente: Maria Federica Giuliani

IL CONSIGLIO COMUNALE

Premesso che la partecipazione delle donne alla vita politica e istituzionale del nostro Paese continua a permanere esigua. Infatti i dati evidenziano il perdurare di squilibri di genere anche nelle istituzioni della Toscana, dove le donne amministratrici di Comuni e Province sono il 25,3% e le donne sindaco sono solo l’11%.

Considerato che molti studi dimostrano l’importanza della parità di genere ai fini dello sviluppo economico e della democrazia nonché per la crescita civile e morale;

Visto che il Parlamento ha approvato la legge n.215 del 23/11/2012 che reca disposizioni per promuovere il riequilibrio delle rappresentanze nei Consigli e nelle Giunte degli Enti locali e nei Consigli regionali, nonché disposizioni in materia di pari opportunità nella composizione delle commissioni di concorso nelle pubbliche amministrazioni.

Preso atto della grande capacità del Parlamento di affrontare finalmente la questione democratica nel suo insieme, riteniamo sia opportuno sottolineare che la legge affronta la questione più volte denunciata anche dalla Corte Costituzionale, per una democrazia davvero rappresentativa, con una legge portatrice di valori universalmente riconosciuti e di civiltà.

Visto inoltre la Conferenza Internazionale delle Donne Elette a livello locale per una “Agenda mondiale di Parigi dei governi locali e regionali per la parità tra donne e uomini”dello scorso febbraio 2013 che ha fissato l’obbiettivo di ottenere la rappresentanza paritaria fra uomini e donne entro il 2020, i cui principi cardine sono quelli riportati nel documento finale e qui sotto richiamati:

“1. Ricordando che in tutti i settori della vita pubblica ed economica, le donne in
il mondo intero continuano ad essere sottorappresentate negli organi decisionali;
2. Convinti (e) che la partecipazione delle donne al processo decisionale locale rafforza
in gran parte fondamenti democratici della nostra società e contribuiscono al successo di
sviluppo;
3. Considerando che i problemi e le sfide con i quali l'umanità è confrontato sono globali
ma devono essere affrontate dal livello locale;
4. Sottolineando che l'autonomia democratica locale ha un ruolo essenziale da svolgere nel garantire
la giustizia sociale, economica e politica per tutti i cittadini di tutte le
comunità del mondo. Tutti i membri della società, le donne e gli uomini devono
essere inclusi nel processo di governance;
5. Consapevoli del forte potenziale di soluzioni locali per promuovere le innovazioni
e generare cambiamenti;
6. Impegnati (e) per l'attuazione della Piattaforma d'azione di Pechino e della Convenzione
sull'eliminazione di tutte le forme di discriminazione contro le donne (CEDAW);
7. Appoggiandoci sulla base delle conoscenze accumulate dal nostro movimento internazionale e
ispirati (e) dalla Dichiarazione mondiale sulle donne nei governo locali
e dei principi sanciti nella Carta europea per l'uguaglianza
tra uomini e donne nella vita;
8. Decidono a contribuire a migliorare la condizione delle donne e promuovere la
la parità di genere nel mondo.”

IMPEGNA L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE


Per la piena valorizzazione dei contenuti della legge 215/2012, una legge di civiltà che risponde alla forte domanda di partecipazione delle donne alla vita pubblica del paese attraverso l’aggiornamento e la verifica nell’attuazione dei suoi principi e strumenti per il funzionamento complessivo del nostro Comune e degli organi e dei regolamenti che lo presiedono al fine della sua esaustiva applicazione nelle prossime elezioni del 2014.