Il vicesindaco Saccardi incontra la delegazione del Festival au Dèsert di Timbuktu

A Firenze l'edizione dell'evento in esilio all'interno di "Presenze d'Africa" che inizierà domani alle Murate

“Firenze è la città che oggi conosciamo perché nel Rinascimento ospitò artisti provenienti da tutto il mondo. Accogliere artisti offrendo loro un luogo dove poter esprimere la propria arte, soprattutto se nel loro paese non possono farlo liberamente, rientra quindi nella storia e nella tradizione di Firenze. E quindi siamo davvero contenti di ospitare gli artisti del Festival au Désert di Timbuktu in esilio e ringrazio gli organizzatori per aver scelto Firenze”.
Con queste parole il vicesindaco Stefania Saccardi ha accolto in Palazzo Vecchio la delegazione del celebre Festival che, a causa della sempre più drammatica situazione geopolitica del Mali, quest’anno per la prima volta dalla sua fondazione, non si è potuto svolgere a Timbuktu. Per questo l'organizzazione ha deciso di portare il messaggio di incontro e riconciliazione tra i popoli tuareg e maliani su una rete internazionale che collegherà il Sahara al Mediterraneo, l'Europa all'America, sotto il segno della cultura e della musica del deserto. Il Festival in Exile diventa così un appello collettivo che ha prima di tutto l'obiettivo di invertire la crescente ondata di estremismo violento che si è diffuso tra il Nord Africa e il Sahel.
La delegazione del Festival in Exile è in questi giorni a Firenze per partecipare al “Festival au Désert-Presenze d’Africa”, appuntamento fiorentino che nasce proprio dall’omonimo e prestigioso evento africano e che si svolgerà, da domani a domenica, all’ex carcere delle Murate.
Si tratta di una occasione di incontro tra la musica e la cultura tuareg, maliana, panafricana, con musicisti europei e internazionali che hanno fatto del nomadismo artistico la propria cifra stilistica. Oltre alla musica, al cibo africano e agli stand artigianali, alle Murate sono in programma anche momenti di approfondimento per riflettere sull'attuale situazione internazionale, con un focus particolare proprio sul Mali.
All’incontro erano presenti, tra gli altri, Almou ag Mohamed Zamil portavoce della delegazione del Festival au Dèsert Timbuktu, alcuni musicisti come Oumar Auld Badi e Aboubacrene ag Mohamed e Luca Dini presidente della Fondazione Fabbrica Europa che ha organizzato l’appuntamento fiorentino.
Il vicesindaco Saccardi al termine dell’incontro ha donato al portavoce un Giglio di Firenze e all’intera delegazione la riproduzione della Libia interiore (corrispondente all’attuale Africa occidentale dove si trova il Mali) di Stefano Bonsignori conservata nel Museo di Palazzo Vecchio e risalente al 1580.
Per informazioni: www.festivalpresenzedafrica.eu e www.festival-au-desert.org
(mf)

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