Tav, De Zordo: "Politica responsabile. Impensabile cominciare a scavare"
Questo l’intervento della capogruppo di perUnaltracittà Ornella De Zordo
“Nell’inchiesta sul tunnel Tav sotto Firenze sono indagate ben 31 persone, fra amministratori e dirigenti di Italferr, Rfi, Nodavia e Seli, funzionari e consulenti dei ministeri dell’ambiente e delle infrastrutture e delle autorità di vigilanza.
I filoni dell’inchiesta sono molteplici. Si va dai reati ambientali legati allo smaltimento delle terre di scavo, alla sicurezza, all’aumento dei costi dell’appalto. Le ipotesi di reato sono associazione a delinquere, truffa aggravata, frode in pubbliche forniture, corruzione e traffico di rifiuti. Un pessimo inizio per una pessima opera pubblica che, anche se fosse realizzata a regola d'arte, non porterebbe alcun beneficio ma solo impatti ambientali e sperpero di denaro pubblico in quantità incalcolabile.
Un quadro inquietante che pone interrogativi a cui ancora non è stata data alcuna risposta: la fresa è stata dissequestrata semplicemente perché il sequestro doveva servire per una ispezione tecnica, che è ultimata. Ma la relazione ancora non è stata ancora consegnata: dalle intercettazioni emergono i dubbi degli stessi operatori in merito alla possibilità della macchina di reggere lo scavo, con gravi rischi anche per la sicurezza dei lavoratori. In teoria, la "talpa" potrebbe anche cominciare a scavare.
Ecco, ci auguriamo proprio che questo non accada: la sicurezza dei cittadini, dei lavoratori e del territorio non può esser garantita da soggetti su cui gravano ipotesi di reato così gravi. E anche i pasdaràn del doppio tunnel non potranno assumersi la responsabilità, tutta politica a questo punto, di far partire lavori realizzati da chi, come Nodavia, o Seli, ha più di una risposta da dare sulla regolarità dei comportamenti, sull'accuratezza della preparazione di cantieri così delicati, sul rispetto di tutte le normative ambientali e di sicurezza”.
(fdr)