Edi Rama è il nuovo premier dell'Albania, il presidente Giani gli augura buon lavoro
"Auguri di buon lavoro al nuovo premier albanese Edi Rama nettamente vittorioso alle elezioni presidenziali, grande amico di Firenze, già sindaco di Tirana, al momento del gemellaggio fra Firenze e la capitale albanese nel gennaio 2001”. Ad inviare un caloroso saluto a Rama è il presidente del Consiglio comunale Eugenio Giani che così commenta: “Edi Rama rappresenta la speranza per il popolo albanese che già sta vivendo momenti di crescita economica, con Pil superiore al 5per cento e sviluppo infrastrutturale e sociale in un paese che solo 20 anni fa uscì devastato da un comunismo particolarmente autarchico che lo aveva ridotto in condizioni di povertà assoluta” Edi Rama ha guidato per più di 10 anni la città di Tirana e Giani ha ricordato “come Firenze fu scelta fra le città italiane quale simbolo di un gemellaggio per il numero e la qualità dell’accoglienza che gli albanesi trovarono a Firenze nei momenti di difficoltà. Ancora oggi – ha aggiunto Giani-, la nostra città pur vivendo un sensibile flusso di rientro degli albanesi in patria, date forse le migliori condizioni economiche che lì trovano, ha più di 4mila residenti sul proprio territorio, rappresentando questa la seconda comunità dopo quella rumena” Edi Rama è venuto molte volte a Firenze e fu sua la decisione di volere vedere costruito il ‘ giadino fiorentino’ nella piazza centrale della capitale albanese in ricordo gli architetti fiorentini come Gherardo Dosio e Ivo Lambertini che negli anni 40 realizzarono il Piano regolatore della capitale albanese e progettarono palazzi pubblici fondamentali ancora oggi come quelli che ospitano la presidenza del consiglio, la presidenza della repubblica, il palazzo dell’Università, lo stadio, il grande viale alberato nel cuore di Tirana. “Edi Rama – ha concluso il presidente Giani- ha sempre fatto presente che le capacità innovative che gli ha saputo concretizzare a partire dal piano dei colori degli edifici di Tirana sono il frutto della sua frequentazione dell’Italia come della Francia, ma l’influenza della sua permanenza a Firenze è stata decisiva nella sua formazione. Un grande saluto ad un uomo molto legato a Firenze che si accinge a guidare una nazione importante della futura Europa come l’Albania” (lb)