Consiglio comunale, Torselli (FdI): "Gravissime le affermazioni di Renzi. Le spese inutili sono quelle per la sua pensione e la sua segreteria principesca"

Appello al presidente del consiglio Giani: "Se l'assemblea cittadina ha ancora una dignità, pretenda le scuse pubbliche del sindaco"

"Le affermazioni del sindaco di Firenze Matteo Renzi fatte questa mattina alla trasmissione Rai 'Agorà' sono di una gravità assoluta e mostrano non solo tutta la sua arroganza, ma soprattutto una grave mancanza di rispetto alla massima assemblea cittadina ed a tutti i fiorentini che l'hanno eletta, di destra o di sinistra che siano. Alludere al Consiglio Comunale come ad un qualcosa di inutile, che si riunisce solo per racimolare un gettone di presenza, è un'affermazione che già di per sé sarebbe sufficiente per chiedere al Signor Sindaco di dimettersi,invitandolo a dedicare il suo prezioso tempo ad altre questioni che egli evidentemente reputa più interessanti che non amministrare la città che lo ha eletto, quali, ad esempio, trovare una nuova strada per arrivare a fare il presidente del consiglio o silurare qualche avversario interno al suo partito per scalarne la segreteria. Ma questo invito, nel caso di Renzi, è completamente inutile, visto che queste attività, il Sindaco, le predilige già da tempo rispetto al suo impegno come primo cittadino di Firenze. Direi da quattro anni almeno". Così Francesco Torselli, consigliere comunale di Fratelli d'Italia.

"Se il Sindaco Renzi - prosegue l'esponente di Fratelli d'Italia - è così attento alle spese di Palazzo Vecchio, tanto da considerare uno spreco il gettone di presenza del Consiglio Comunale (ricordiamo a tutti che mentre i consiglieri vengono pagati 'a gettone', ovvero ricevono circa 90 Euro lorde per ogni seduta del consiglio e solo nel caso siano effettivamente presenti, il Sindaco riceve uno stipendio 'fisso', ovvero viene pagato, il quadruplo di un consigliere comunale, indipendentemente che sia presente o assente), potrebbe iniziare a risparmiare cifre ben più alte dimezzando la sua principesca segreteria o, meglio ancora, rinunciando ai contributi per la sua pensione personale che le amministrazioni pubbliche gli versano, dal 2004, in virtù della sua assunzione come dirigente (in aspettativa) nella ditta di famiglia".

"Mi rivolgo invece in maniera ufficiale - conclude Torselli - al Presidente del Consiglio Comunale, Eugenio Giani, facendo appello al suo rispetto per le istituzioni: se la massima assemblea cittadina che rappresenta Firenze nella sua interezza possiede ancora una sua dignità e se lei crede, come sono certo, che il ruolo del Consiglio Comunale sia ancora utile e fondamentale per la vita politica ed amministrativa della città, pretenda che il Sindaco Renzi si presenti di fronte ad essa in occasione della prossima seduta e si scusi pubblicamente per aver mancato di rispetto non tanto a lei, a noi consiglieri o a quegli assessori che, a differenza sua, non saltano mai una seduta, ma a tutti quei fiorentini che ci hanno eletto e che rappresentiamo".

(fdr)