Tramvia, Grassi e Sel Firenze : "Come mai il 'Sindaco del fare' non vuol far partire i cantieri della tramvia?"

"Resuscitare l'idea del micrometrò non ha senso, è antieconomica e insostenibile dal punto di vista ambientale e trasportistico"

 

“Sembra proprio dalla lettura del Corriere Fiorentino e in mancanza di smentite ufficiali da parte dell'amministrazione comunale che il Sindaco del fare questa volta non è in grado di fare: non vuol far partire i cantieri della tramvia perché ha forse paura di affrontare la sua perenne campagna elettorale fiorentina e nazionale con i cantieri aperti ?". Lo affermano il consigliere comunale Tommaso Grassi, i consiglieri del Quartiere 1 Riccardo Sansone, Enrico Orlandi e Marco Sodi, quello del Quartiere 2, Duccio Braccaloni, la Consigliera del Quartiere 3, Francesca Cellini, e i due consiglieri del Quartiere 5, Andrea Casucci e Maurizio Bruschi, insieme ai coordinatori dei circoli territoriali di SEL della città di Firenze. "Piuttosto che dare la colpa alle ditte, che sicuramente non ne saranno esenti, e alla crisi che nessuno nega, se riteneva che le cantierizzazioni fossero migliorabili e in alcuni punti il progetto meritava modifiche aveva tutto il tempo sufficiente, in questi 4 anni, di intervenire concretamente piuttosto che prendere in giro con finte inaugurazioni dei cantieri e di slogan come quello dei lavori in 1000 giorni: dopo 580 giorni, i lavori realizzati si riducono a qualche palizzata di cantiere e alla bonifica bellica. Adesso poi resuscitare l'idea della micrometropolitana in sotterranea di Firenze non ha alcun senso, è antieconomica visto i costi ingenti, insostenibile dal punto di vista ambientale e trasportistico inadeguata alle dimensioni di una Città come Firenze: per rendersi conto di cosa significherebbe scavare sottoterra basti pensare che la idea progettuale sull'attraversamento in sotterranea della tramvia del centro storico prevedeva numerosi camini che dal livello dei binari arrivavano fino alla superficie per garantire l'aerazione, oppure al tempo che sarebbe necessario nel percorrere le numerose scale e passaggi per raggiungere dalla strada i binari e viceversa. Senza dubbio SEL continuerà a fare tuttavia del sistema tramviario uno dei temi principali della propria azione politica e amministrativa a livello locale e ritiene necessario non fermarsi alla sola realizzazione delle linee 2 e 3 della tramvia, come finora progettato ma ritiene necessario riuscire ad accedere a nuovi finanziamenti per le estensioni delle tre prime linee e alla pianificazione delle altre. - conclude Grassi - Se Renzi pensa di risolvere la mobilità della Città che rischia presto il collasso con la realizzazione di nuove arterie stradali per il traffico privato, noi crediamo che si debba puntare decisamente su una valorizzazione e sfruttamento delle linee ferroviarie già esistenti e malgestite, sulla mobilità privata sostenibile da quella ciclabile a quella elettrica a emissioni zero, a cui è impensabile non affiancare un vero, efficiente ed effettivamente funzionale impianto di trasporto pubblico su gomma e su ferro, che sicuramente non abbiamo visto sviluppare da questa Amministrazione, che, solo per citare alcuni esempi, con la vendita di ATAF e di GEST, con il quasi azzeramento dei fondi per progetti come le busvie e la mancata realizzazione di piste ciclabili come auspicato, e infine con la perdita dei fondi dell'Europa per il bike sharing e la tramvia non ha certo fatto un buon servizio alla Città e ai fiorentini." (lb)