"Firenze ci sta a cuore" va in trasferta

Alberto Locchi: "Sabato 8 giugno saremo a Mirandola. Un atto di fratellanza e un modo per mettere in contatto i giovani con il mondo del volontariato"

“Firenze ci sta a cuore” va in trasferta. Il progetto ideato da Alberto Locchi, consigliere comunale della Lista Galli nel 2009 con l’obiettivo di portare la rianimazione cardiopolmonare nelle scuole superiori fiorentine grazie ai "formatori" volontari di CRI ANPAS e MISERICORDIE e l'Associazione Onlus Nicco Testini, sabato 8 giugno si trasferirà in Emilia, a Mirandola, paese colpito dal terremoto dell'anno scorso.
“Per quel giorno – spiega Locchi –IRC Comunità, che assieme ad ANMCO patrocina ‘Firenze ci sta a cuore’ ed è una delle maggiori società scientifiche cardiologiche italiane, ha organizzato un incontro fra il Comune di Firenze, che sarà da me rappresentato, le autorità locali e gli 800 ragazzi della cittadina che, nell'occasione, usufruiranno del corso di rianimazione grazie a 50 volontari delle associazioni di volontariato fiorentine”. Il progetto a Firenze è arrivato alla terza edizione e ha coinvolto, tra studenti e realtà extrascolastiche, già 3.500 fiorentini.
“Sarà un bel momento di confronto e di solidarietà fra due regioni che, da sempre sono assai coinvolte nel volontariato e che ancora una volta si avvicineranno per uno scopo assai civico come lo è la rianimazione. Questo – continua Locchi – è un tema ancora sconosciuto per la maggior parte degli italiani: solo il 5% della popolazione del nostro paese, infatti, sa come affrontare un arresto cardiorespiratorio in attesa dell'arrivo dei soccorsi qualificati. L'Italia è l'unico tra i paesi più civilizzati a non prevedere come materia obbligatoria di insegnamento anche la rianimazione cardiopolmonare dando, purtroppo, un segnale pessimo di civicità. Ogni anno – insiste il consigliere comunale –statisticamente un abitante ogni 1.000 viene colto da arresto cardiorespiratorio improvviso e senza un intervento tempestivo dei presenti, con massaggio cardiaco, respirazione bocca a bocca ed eventuale uso del defibrillatore automatico, le possibilità di salvezza per il malcapitato si abbassano in maniera esponenziale se si pensa che l'attività cerebrale dopo circa 4-5 minuti subisce danni anche irreparabili”.
“Quindi Firenze, culla del volontariato, col progetto ‘Firenze ci sta a cuore’ ha voluto dare un segnale tangibile di civicità, prima città ad approvare un corso del genere a livello istituzionale senza affidarsi ad iniziative singole o a spot. Con la trasferta a Mirandola di sabato, oltre a compiere un atto assai significativo di fratellanza, si vuole anche dare un segnale tangibile di diffusione di questa pratica di soccorso, così importante, eseguibile da tutti, ma anche mettere a contatto i giovani col mondo del volontariato instillando in essi la voglia di mettersi in gioco regalando qualche ora del proprio tempo per i bisognosi e per chi soffre” conclude Locchi.

(mf)