Festa della Repubblica, Agostini: «Sarà un 2 giugno all'insegna dell'integrazione e coesione sociale»
«Sarà un Festa all’insegna dell’integrazione e coesione sociale. Siamo grati al Presidente della Repubblica per il riconoscimento della cittadinanza italiana ai tre senegalesi feriti in piazza Dalmazia il 13 dicembre 2011 durante un attentato razzista e xenofobo: Moustapha Dieng, Cheikh Mbengue e Mor Sougou». Lo ha detto la presidente della commissione pace e diritti umani Susanna Agostini che domani sarà in piazza della Signoria per festeggiare quest'anno il 67° anniversario della fondazione della Repubblica. Le celebrazioni saranno aperte, alle ore 10.45, dal prefetto Luigi Varratta con la lettura del messaggio del capo dello Stato. Seguiranno gli interventi dello stesso prefetto, del sindaco di Firenze Matteo Renzi, del presidente della Provincia Andrea Barducci e del presidente della Regione Toscana Enrico Rossi. Il programma prosegue con la consegna della cittadinanza italiana a Sougou, Mbengue e Stapha.
«A Firenze – ha aggiunto la presidente Agostini - salutiamo l’avvio di un percorso che, come ha sostenuto ieri il Ministro Cecile Kyenge, dovrà essere di tipo culturale, per capire e ascoltare anche le ragioni degli altri. Questo è un tema che riguarda tutto il popolo italiano non solo un Governo che ha il compito di garantire cittadinanza e rappresentanza a tutti coloro che vivono lavorano e, soprattutto, nascono sul suolo italiano».
«La Festa della Repubblica – ha ricordato Susanna Agostini – arriva a neanche una settimana di distanza dalle cerimonie per commemorare le stragi che, nella primavera-estate del 1993, seminarono morte e terrore a Firenze, Roma e Milano. E, proprio 20 anni fa, il 2 giugno 1993, una bomba venne trovata abbandonata sui sedili di una Fiat Cinquecento parcheggiata in via dei Sabini, a Roma, a cento metri da Palazzo Chigi. Un episodio avvenuto subito dopo l’attentato di via dei Georgofili e sul quale gli inquirenti non sono mai riusciti a fare chiarezza. Senza dimenticare che i recenti processi a Firenze e a Palermo hanno confermato, se mai ce ne fosse stato bisogno, che l’offensiva di Cosa Nostra voleva sovvertire la nostra democrazia. Celebrare la Festa della Repubblica, domani, significherà anche fare memoria dei pericoli che ha corso il nostro Paese e rendere omaggio a chi l’ha difeso e lo continua a difendere». (fn)