Studenti in Palazzo Vecchio per l'evento conclusivo del progetto Le carte geografiche'
Scordatevi quelle grandi carte da muro in cui il mondo ci appariva dipinto in stati dai colori improbabili. Ma non accantonate l’immagine del geografo attento alla millimetrica misura di confini ed altezze montane. Perché questa scienza oggi si avvale di strumenti informatici ed elevate tecnologie che permettono di realizzare mappe tridimensionali e la rendono quasi un gioco da raccontare anche ai più piccoli.
Si è concluso questa mattina, nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, il percorso formativo ‘Le carte geografiche’, nato dalla collaborazione tra l’assessorato all’educazione e l’Istituto Geografico Militare, e inserito ne ‘Le Chiavi della Città’.
L’obiettivo era riscoprire e valorizzare un patrimonio storico di Firenze, aprendo le porte della scienza e della tecnologia ai ragazzi delle scuole. Questa particolare attività formativa, condotta da personale qualificato della Scuola Superiore di Scienze Geografiche dell’IGM, ha coinvolto quasi 600 tra alunni delle scuole primarie e studenti delle secondarie di primo grado fiorentine e i loro insegnanti, in un percorso interdisciplinare, iniziato con la visita all’Istituto, che alle lezioni teorico-pratiche ha unito esperienze di orientamento, vissute percorrendo il centro storico della città muniti di carte geografiche e bussola.
La cerimonia, oltre agli interventi dell’assessore all’educazione Cristina Giachi, del vicecomandante dell’IGM generale Giovanni Petrosino e del personale che ha sviluppato l’attività, ha visto protagonisti gli alunni che hanno raccontato la loro esperienza “nel mondo della geografia”.
«È un progetto al quale teniamo molto – ha sottolineato nel suo saluto l’assessora Giachi – perché le ‘Chiavi della Città’ hanno proprio questo scopo: consegnare ai più giovanitutti gli strumenti per far apprezzare pienamente il mondo nel quale vivono. Gli esperti dell’Istituto geografico militare ci hanno consentito di poter realizzare un lavoro di grande qualità e generosamente hanno accettato di condividere con noi l’obiettivo di far diventare i nostri ragazzi cittadini consapevoli a partire dallo spazio fisico che occupano, dominando le coordinate e l’idea di orientamento». (fn)