Assegnato il Premio Tattarillo, dai giovani nuove idee per migliorare la vita nel sud del mondo
Trovare e rendere concrete nuove idee per migliorare la qualità della vita delle popolazioni nelle zone più disagiate del pianeta. E’ questo l’obiettivo del Premio Tattarillo, il concorso per giovani laureandi delle università di tutto il mondo, organizzato da Ingegneria senza Frontiere insieme al Comune di Firenze, che oggi ha vissuto la sua giornata più importante con la cerimonia di premiazione in Palazzo Vecchio, presente l’assessore all’Ambiente Caterina Biti, gli organizzatori e la famiglia di Tommaso Fiorentino, studente di ingegneria ambientale scomparso in un incidente d’auto a cui è dedicato il premio. Anche in questa settima edizione sono state molte e di grande qualità le proposte, oltre 40, che si sono contese i premi finali, assegnati oggi a cinque tesi particolarmente interessanti e innovative. I riconoscimenti sono andati al progetto per un'abitazione popolare di una casa salubre, economica e di facile costruzione nella Repubblica Democratica del Congo, proposto da Claudia Presta dell’Università di Bologna; a un sistema di produzione di energia dalla lolla del riso per l’africa sub-sahariana, proposto da Francesco Vitali dell’Università di Brescia; al progetto di riscaldamento solare a bassa energia per edifici nelle Ande Peruviane, proposto da Valentina Bonetti dell’Università di Pisa; allo studio sulla partecipazione popolare ai programmi per l’accesso all’acqua nell’Africa Sahariana di Sara Marks della Stanford University; al sistema di potabilizzazione dell’acqua semplice e controllabile per le aree rurali, proposto da Riccardo Bigoni dell’Università di Brescia.
(ag)