Stragi '93, l'assessora Giachi: «Anche il Comune farà la sua parte a sostegno della ricerca della piena verità»

«La costituzione di parte civile in questo processo è un segnale molto importante. Nel rispetto dei ruoli, la giustizia deve fare il suo corso, e noi vogliamo fare la nostra parte perché non c’è giustizia senza verità e noi vogliamo incoraggiare e sostenere la ricerca di verità». È quanto ha dichiarato l’assessora alla legalità Cristina Giachi dopo che il giudice ha ammesso il Comune di Firenze come parte civile al dibattimento che vede imputato il pescatore siciliano Cosimo D'Amato, a processo con rito abbreviato, con l’accusa di aver fornito il tritolo per le stragi mafiose di Roma, Firenze e Milano del 1993-1994.
«Ogni sforzo teso all’affermazione di una piena verità, e all'incriminazione dei colpevoli – ha aggiunto l’assessora Giachi – habisogno anche del contributo di chi si occupa di amministrare la cosa pubblica. Sulla vicenda delle stragi di 20 anni fa si sono raggiunti rilevanti risultati grazie alle indagini della magistratura e allo stimolo che è sempre venuto dalle associazioni delle vittime. Quella causata dall’attentato di via dei Georgofili nel 1993 è una ferita, ancora non rimarginata, inferta attraverso le vittime, alla città, alla sua cultura- che ne è anche l’identità -, al suo tessuto sociale ed economico. Il Comune di Firenze continuerà a presentarsi come parte civile in tutti i processi legati alle vicende delle stragi mafiose che riguardano la città. Per noi resta fondamentale lavorare e collaborare con le altre istituzioni a un percorso di giustizia e verità, per sensibilizzare i cittadini ed educare alla legalità soprattutto i più giovani». (fn)