Scuola, l'assessora all'educazione Giachi visita il centro cottura Mameli

Duemilacinquecento pasti al giorno e otto scuole da servire. E, soprattutto, un monitoraggio continuo, puntuale e accurato che parte dalle fasi critiche di trattamento delle sostanze alimentari alla preparazione delle confezioni che saranno servite ad alunni e studenti delle scuole della zona. Visita a sorpresa, questa mattina, dell’assessora all’educazione Cristina Giachi alcentro cottura Mameli, in via Corsali, a Novoli. La struttura, che si trova al piano terra della scuola, è stato realizzato attraverso la ristrutturazione e l’adeguamento dell’ex cucina Mameli, disattivata nel 1988 poiché non più conforme alle norme igienico sanitari.
Il nuovo centro ha così garantito non solo la riattivazione della produzione dei pasti ma anche il suo potenziamento, eliminando così il ricorso a stabilimenti di ditte private fuori dal territorio comunale.
«Sono rimasta impressionata dalla qualità e organizzazione del lavoro - ha sottolineato l’assessora Giachi - cucinare per 2500 bambini ogni giorno, senza cibi precotti, con cura e attenzione è un'impresa straordinaria se vista da vicino. Visiteremo regolarmente e a sorpresa i centri di cottura e pranzeremo con i bambini per valorizzare il lavoro che si fa, e per monitorare anche personalmente la filiera della refezione. Il personale del Comune verifica comunque ogni giorno la preparazione e il servizio dei pasti».
In questo anno scolastico sono circa 25mila gli alunni che frequentano il servizio refezione scolastica, per una media di pasti giornalieri erogati pari a 22.660, distribuiti in 158 scuole pubbliche e 32 paritarie, prodotti nei 16 centri di cottura di proprietà comunale che si trovano in ambito cittadino comunque a breve distanza dalle scuole servite, abbattendo così i tempi di permanenza dei cibi nei contenitori termici. Una parte dei pasti giornalieri sono preparati in centri cottura a gestione interamente comunale (circa 4.100), gli altri 18.500 in centri come quello di via Corsali, gestiti da ditte specializzate nel settore della ristorazione collettiva, individuate nel corso degli anni con gare ad evidenza pubblica ed aggiudicati col sistema dell’offerta economicamente più vantaggiosa che garantisce la possibilità di valutazioni e scelte che tengono conto non solo dell’elemento prezzo, ma soprattutto della qualità del servizio intesa come modalità di gestione (personale impiegato, orari di lavoro, tempistica dei trasporti e tipologia dei mezzi utilizzati) e dell’offerta per la composizione del menù proposto dall’amministrazione comunale di derrate del tipo biologico, di “filiera corta Toscana” e del commercio “equo e solidale”.
Si conferma anche per quest’anno scolastico la presenza di prodotti di filiera corta Toscana che, nella media delle gestioni dei centri di cottura, sono presenti nel menù dei bambini con una percentuale di circa il 76% rispetto al totale degli alimenti che compongono il menù.
Rimangono comunque sempre presenti anche i prodotti biologici (spesso anche offerti anche di filiera corta) con una percentuale di circa il 75%. L’offerta di prodotti del commercio “equo e solidale” riguarda le banane nella maggior parte delle gestioni.
Ormai possiamo considerare consolidato il progetto “Frutta a merenda”, garantito per tutte le scuole che lo richiedono, per ottenere, progressivamente nel tempo, la modifica delle abitudini alimentari dei bambini che generalmente consumano abbondanti merende nel corso della ricreazione che si svolge a metà mattinata, determinando sprechi nella consumazione del pranzo. Il progetto prevede la sostituzione della cosiddetta “merenda” con un frutto, che può essere consumato a metà mattinata anziché a fine pranzo.
I menù e le tabelle dietetiche adottati per il servizio refezione (http://centroservizi.lineacomune.it/ssproxy/comune_di_firenze/istruzione/servizi_scolastici/refezione_scolastica/men__e_tabelle_dietetiche.html) sono predisposti con la collaborazione di esperti della azienda sanitaria, della federazione italiana medici pediatri, dell’unità di gastroenterologia della facoltà di medicina rappresentanti di commissioni mensa, tenendo conto dei parametri nutrizionali indicati dall'Istituto nazionale della nutrizione. L’indice di gradimento delle varie pietanze viene costantemente tenuto sotto monitoraggio attraverso rilevazioni effettuate dai tecnici dell’ufficio refezione nelle scuole con la collaborazione di insegnanti e delle commissioni mensa. Il menù è strutturato su due periodi: invernale ed estivo, in modo da introdurre un'ampia varietà di pietanze nel rispetto della stagionalità dei prodotti, in particolare ortofrutticoli.
All’interno di ciascun periodo il menù è suddiviso in quattro settimane che si susseguono secondo un calendario stabilito annualmente dall’ufficio refezione. (fn)