Novoli, Grassi, Casucci, Bruschi e Forum Territorio (SEL): "Manca una visione complessiva dell'area. Si è voluto far presto e male, senza pensare alla sostenibilità dell'area"

"La sanatoria del multiplex prevista nel 2008 adesso viene camuffata ma rimangono le superfici in più"

 

“Dopo anni di sosta, i passaggi per l' approvazione della variante nelle sedi istituzionali, sono state estremamente rapidi e non curanti di qualunque dibattito politico che si potesse mettere in atto". Lo affermano insieme al Forum Ambiente e Territorio di SEL Firenze, il consigliere comunale Tommaso Grassi, e quelli di Quartiere Andrea Casucci e Maurizio Bruschi. "La Commissione Urbanistica - spiegano gli esponenti di Sel- non ha ritenuto neppure di attendere per esprimersi in merito che si riunisse il Consiglio di Quartiere che negli anni ha fatto un lungo e approfondito percorso in merito al futuro di quell’area. Questo atteggiamento denota la scarsa attenzione che la Giunta e della maggioranza alla discussione sulla pianificazione della Città, perdendo l'occasione per riflettere sul futuro urbanistico della città, sul rapporto tra l'interesse privato e pubblico, sulla trasparenza delle procedure.”
“Nel 1994 l'assessore all'urbanistica Alfredo Franchini scriveva: ’L' incarico al Lèon Krier voleva sperimentare la validità dello strumento e trovare la soluzione urbanistica non per riempire un vuoto, ma per comporre un tessuto che andasse al di là dello specifico intervento. Un intervento che si proponeva attraverso il recupero di volumi esistenti (..) di creare una centralità equilibrata e strategica in un'area che ne è assolutamente priva … il problema di Novoli, come di altre periferie, non è quello della mancanza di spazio, ma dell'uso pessimo che se ne è fatto’: queste parole rappresentano perfettamente quanto poteva esser fatto nell’area e né nel 2001 né adesso si è fatto pienamente. Si è preferito densificare con nuovi edifici, quel ‘semplice riempimento di un vuoto’ che vi voleva, solo nelle intenzioni escludere ed evitare. Di certo quello che possiamo affermare è che qui lo slogan "Volumi Zero", si applica "poco", e infatti adiacenti all'area Fiat sono previsti oltre 70.000 mq di superfici residenziali nelle due aree Nucci; il Nuovo Stadio, poco più distante, la Caserma dei Carabinieri e Castello. Ci saremmo aspettati, allegato alla variante, almeno un "nuovo piano guida" per quest'area che un livello più approfondito di quello del piano strutturale, dal momento che sono ormai passati due anni dalla sua approvazione: uno strumento in cui si indichi come tutte queste previsioni urbanistiche dialogheranno tra loro, quale sistema infrastrutturale le sostiene e soprattutto quale sia l'ampliamento demografico previsto. Un quadro d'insieme, quindi, che motivi l'interesse pubblico al rinnovo di questa convenzione: invece sembra che in questa variante, invece, tutto è dato per scontato, ma non è così. Una sostenibilità su cui solleviamo molti dubbi fin dalla incertezza con cui se da un lato procediamo ad approvare nuove superfici, dall’altra nulla sappiamo sulla fattibilità viste le numerose e lunghe vicissitudini degli ultimi anni sulla linea due della tramvia che se non realizzata non consentirà alla zona di reggere il carico urbanistico. E’ paradossale che oggi in Consiglio comunale si discuta una delibera per nuovi circa 60.000 metri quadrati di cemento nell'area ex-Fiat di Novoli quando già adesso la mobilità attuale non regge il carico di traffico delle macchine private e ricordiamo che una mancata realizzazione del sistema tramviario bloccherebbe sul nascere qualsiasi tipo di ipotesi dello stadio nell'area Mercafir, confermando quanto l'operazione rappresenti esclusivamente uno specchietto per le allodole messo in campo da Renzi per aggrazziarsi la tifoseria Viola. Quando parliamo della mancata scommessa sulla sostenibilità dell’area ci riferiamo anche all'efficienza energetica, che doveva prevedere una autonomia completa dell’area assolutamente cancellata in questa nuova versione, e all'occasione persa anche stavolta nella direzione di un quartiere modello, che fosse all’avanguardia nella gestione delle acque, dei rifiuti con spazi comuni a tutti gli edifici, e che invece è diventato un quartiere con delle case strette fra un centro commerciale, l'università, un parco (almeno quello...), e tanto, troppo, altro. Infine non meno determinante a definire la nostra contrarietà alla delibera è stata la gestione dell’edificio del Multiplex: nel 2008 la delibera fu respinta dal Consiglio comunale in quanto prevedeva una sanatoria che adesso viene celata dietro la trasformazione di 2200 metri quadrati dell’edificio da privati a pubblici e che quindi ‘scompaiono’ dal dimensionamento facendo in qualche modo tornare i conti e non necessitando più di una sanatoria esplicita. – concludono i tre Consiglieri – Per noi oggi cambia poco nella sostanza se non che dietro una risposta ad una necessità per la zona e il Quartiere, ovvero la ludoteca, si celi dietro un meccanismo che consente al privato anche questa volta di avere le carte in regola dopo aver cementificato troppo e male, invadendo in quel caso per sfruttare anche l’ultimo centimetro fino al marciapiede che adesso risulta troppo stretto per i flussi pedonali attuali.”
 

(lb)