Sostegno bambini disabili nelle scuole, Giachi: «Il servizio sarà attivato prima possibile»
«L’attivazione dei servizi di assistenza per il sostegno ad alunni e studentiè attualmente in fase di programmazione e non si prevedono ritardi rispetto alla prassi consolidata degli ultimi anni scolastici». E’ quanto ha dichiarato l’assessora all’educazione Cristina Giachi rispondendo, questo pomeriggio in consiglio comunale, da una domanda di attualità.
«L’apertura delle scuole è prevista per l’11 settembre – ha ricordato l’assessora e l'avvio del servizio è previsto per il 12 settembre per gli alunni della scuola primaria e secondaria di primo grado, e per il 16 settembre per la secondaria superiore. Questa scelta è il frutto dell’esperienza maturata negli anni e consente di contemperare al meglio l’esigenza di erogare tempestivamente un servizio di notevole importanza per le famiglie con la necessità di utilizzare al meglio le risorse disponibili: nelle scuole secondarie superiori si riscontra ogni anno un’attivazione della didattica molto graduale, con poche ore di insegnamento nei primi giorni di scuola».
«Conosciamo bene il valore del nostro servizio – ha proseguito Cristina Giachi – tanto che cerchiamo di provvedervi anche oltre le nostre competenze per gli studenti delle scuole secondarie superiori che rientrerebbero tra le competenze della Provincia, come confermato dalla giurisprudenza di Tribunale amministrativo regionale e Consiglio di stato».
«L’avvio del servizio, compatibilmente con le esigenze di una buona ed efficace organizzazione– ha concluso l’assessora all’educazione – avverrà il prima possibile». (fn)
Questo il testo della risposta alla domanda di attualità:
Risposta a domanda di attualità per il Consiglio Comunale del 13 maggio 2013, avente ad oggetto “Bando concorso per esami e titoli di servizio, per la copertura di posti a tempo pieno e indeterminato nel profilo professionale di Insegnante di Scuola dell’Infanzia emesso dal Comune di Firenze”.
Quesito n. 1:
In merito ai rilievi che oggi ci vengono presentati preme innanzi tutto rilevare che il Comune di Firenze in considerazione del fatto che le Scuole dell’Infanzia comunali sono scuole paritarie a quelle statali, nella redazione del bando, quanto ai requisiti di accesso, si è attenuto a specifiche indicazioni fornite dal Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca (MIUR), operando anche sulla scorta dei pregressi concorsi banditi per l’analogo profilo.
Tale riconoscimento, che peraltro deve essere annualmente riconfermato, è per noi imprescindibile per la gestione del servizio e ci impone di avere personale con particolari requisiti, tra i quali in specifico, quello dell’abilitazione conseguente al superamento di concorso statale o corso abilitante.
Regole diverse sono invece seguite per le assunzioni a tempo determinato, per le quali lo stesso MIUR lascia la possibilità di non richiedere il conseguimento della successiva abilitazione. Ed infatti per queste assunzioni, l’Amministrazione fiorentina non richiede il titolo abilitativo aggiuntivo.
Per la realtà comunale, va inoltre tenuto conto che al personale inquadrato nel profilo di Insegnante Scuola dell’Infanzia viene applicato il Contratto Collettivo del Comparto Scuola e non quello del personale degli Enti Locali, con la conseguente interscambiabilità diretta del personale comunale con quello statale, che sarebbe ostacolata da una diversa previsione per l’accesso all’impiego.
L’argomento in esame, a seguito di varie segnalazioni pervenute, nell’ultimo periodo è stato oggetto di un approfondimento ulteriore presso l’Ufficio Scolastico del MIUR, dapprima quello Provinciale e successivamente quello Regionale, i quali ci hanno chiaramente confermato la correttezza della linea seguita dal Comune.
La questione rilevata deve così inquadrarsi da un punto di vista legislativo.
In modo preliminare, ai fini del riconoscimento della paritarietà, occorre tener conto delle specifiche prescrizioni dettate dalla Legge n. 62 del 10 marzo del 2000. La suddetta normativa (all’art. 1, comma 4, lettera g) annovera tra i requisiti necessari alle scuole non statali per il riconoscimento della parità scolastica che “il personale docente sia fornito di abilitazione”, condizione questa successivamente prevista anche dalle Circolari Ministeriali tra cui quella da Voi indicata in parte narrativa (C.M. 163/2000 e C.M. 31/2003).
Indipendentemente da ciò, va richiamata altresì la Legge n. 444 del 18 marzo 1968, riguardante l’ordinamento della scuola materna statale, che richiede, all’art. 9 tuttora vigente, per le insegnanti della scuola materna oltre al titolo di studio allora previsto (diploma rilasciato da Scuola magistrale o da Istituto magistrale) anche un’abilitazione specifica da conseguire mediante il superamento di concorsi ordinari ovvero di concorsi con fini abilitanti. Da ciò si deduce pertanto che il possesso del titolo di studio di Maturità Magistrale dà si accesso ai concorsi ma non ai ruoli di insegnamento nella scuola materna per i quali è necessaria la specifica abilitazione.
Pertanto, il riferimento normativo principale a cui attenersi è costituito dalle leggi sopra richiamate (Legge n. 62/2000 e n. 444/1968) da cui ne consegue che le circolari applicative in materia devono essere lette tenendo conto della normativa di riferimento originando altrimenti confusione e contraddizione al quadro di riferimento.
Alla luce di quanto sopra rappresentato, l’Amministrazione conferma i titoli di accesso al concorso in esame di cui al bando approvato con determinazione n. 2626 del 25/03/2013. In particolare, quelli di cui all’art. 3 punto 7 lettere B, C e D che unitamente allo specifico titolo richiedono l’abilitazione all’insegnamento nella scuola dell’infanzia statale conseguita con concorso statale o corso abilitante.
Quesito n. 2:
In considerazione della complessiva disamina effettuata sulla questione, sia nella fase preliminare di apertura della procedura sia successivamente in corso di riapprofondimento, questa Amministrazione non procederà ad apportare alcuna modifica al bando di concorso in esame. Tale scelta è motivatadalla correttezza giuridica dei requisiti di accesso previsti in relazione alla ricostruzione legislativa svolta nonché dalla necessità di garantire la paritarietà delle scuole dell’Infanzia Comunali a quelle statali.
Quesito n. 3:
L’Amministrazione non ravvisa alcuna necessità di adeguamento interno stante le argomentazioni sopra esposte.