Partecipate, le consigliere del Pd chiedono che alle donne venga assegnata la presidenza di alcune società in scadenza

L'amministrazione comunale si troverà presto a dover rinnovare, insieme agli altri soci, i consigli di amministrazione di società partecipate quali, solo per fare alcuni esempi, Publiacqua Spa, Casa Spa, Centrale del Latte, Afam SPa, Linea Comune Spa, Silfi Spa, e provvedere di conseguenza all'indicazione dei relativi Presidenti. Le consigliere del Pd (Maria Federica Giuliani, Susanna Agostini, Francesca Chiavacci, Claudia Livi, Cecilia Pezza, Lucia Matteuzzi, Tea Albini, Stefania Collesei) chiedono "che tali società vedano un numero congruo di donne alla Presidenza di queste società, ricordando che il Comune di Firenze riconosce l’importanza del raggiungimento dell’uguaglianza fra i generi nei vari campi e settori dello svolgersi delle attività umane e dei rapporti e relazioni sociali, con particolare riguardo a quello del lavoro, delle professioni, incarichi e alla carriera e che nell’ambito delle proprie competenze e campo di intervento, ha promosso azioni ed emanato atti e provvedimenti per l’adozione di comportamenti e misure, da parte degli organi istituzionali e gestionali dell’Ente, per conseguire pari opportunità fra i generi come previsto in base alle norme del Regolamento del Consiglio comunale, adottato con deliberazioni n. 126 del dicembre 2004 e n. 31 del giugno 2007, che prevede che nelle nomine e designazioni dei rappresentanti del Comune di Firenze negli organi di enti, aziende ed istituzioni.. Inoltre in materia di accesso agli organi di amministrazione e di controllo di società, è intervenuta specificatamente nel luglio 2011, la legge n. 120 che, al suo articolo 1, disciplina l’equilibrio tra i generi negli organi delle società quotate da realizzarsi a partire dalle scadenze degli organi in questione successive all’entrata in vigore della legge stessa e che con il DPR n. 251 del 30 novembre 2012, è stato emanato il Regolamento che stabilisce come, in relazione alle scadenze degli organi delle società controllate dalle pubbliche amministrazioni (fra cui i Comuni) successive all’entrata in vigore del Regolamento medesimo (12 febbraio 2013), il rinnovo degli organi in questione debba avvenire secondo modalità che garantiscano che al genere meno rappresentato ottenga almeno un terzo dei componenti di ciascun organo, prevedendo, per il primo mandato, una quota riservata a detto genere pari ad almeno un quinto dei componenti dell’organo medesimo"

(lb)