Agostini (Pd): "Alla ministra Kyenge offese intollerabili, necessaria la crescita di una comunità coesa e solidale"

"Le offese rivolte al Ministro per l’Integrazione, Cecile Kyenge, fanno riflettere e rivelano l'opportunità di accellerare una formazione scolastica all'altezza della società contemporanea". Così la presidente della commissione Pace Susanna Agostini (Pd). " I bambini nelle scuole fiorentine, condividono sentimenti, emozioni sentendosi appartenenti  ad un unica razza, come sostiene Nelson Mandela, "la razza Umana" - Non serve essere di parte per capire quanto sia indecente offendere una persona, professionista riconosciuta già rappresentante istituzionale oltre che militante impegnata nel territorio italiano da molti anni. Ridurre il valore di una carica di alta rappresentaza al mero giudizio del colore della pelle è infantile quanto inverosimile, a Firenze ricorda gli estremi per cui venne riconosciuto il partigiano Alessandro Sinigaglia in via Pandolfini, da parte della Banda Carità. Un Paese come l'Italia megli ultimi anni ha avuto ministri che attraverso l'esibizione personale, spesso discutibile, hanno dato spettacoli e cercato notorietà internazione. Comportamenti e valutazioni miserabili e razziste che poco hanno a che fare con i principi di civiltà e di democrazia. Mi unisco ai molti messaggi di solidarietà ricevuti dal Ministro per l’Integrazione, Cecile Kyenge, donna da sempre in prima linea per i diritti dei migranti e per quello di cittadinanza. Ciò che è accaduto appartiene ad una cultura violenta e prigioniera del passato. Sottoscrivo in pieno la chiara e pacata risposta che Cecile Kyenge ha dato ai giornalisti nell'occasione della Sua presenza al Festival d'Europa, "Ognuno ha il diritto di esprimere la propria opinione – ha commentato il ministro- quel che conta non è la risposta mia, ma la risposta della società civile” La sua nomina è per noi un segnale decisivo nella direzione di un Paese sempre più accogliente e inclusivo, nel quale le differenze non rappresentano un ostacolo, bensì una ricchezza da valorizzare. A coloro che identificano la comunità di appartenenza sulla base del sangue, se ne contrappone oggi un’altra, democratica e civile, rivolta al futuro, che riconosce parte della nazione chiunque contribuisca, solidalmente, alla sua crescita e scelga di condividerne il destino”. (lb)