Sentenza Mediaset, Razzanelli: "La magistratura è riuscita dove i partiti di sinistra hanno fallito per venti anni"

" I tempi della giustizia sono quelli di un paese incivile"

“Mi auguro che la sentenza sarà rivista in Cassazione. Serve una  profonda riforma per rendere l’Italia un paese compiutamente civile. Con la sentenza d’appello che ha ribadito la condanna a quattro anni
per Silvio Berlusconi per il processo Mediaset, la magistratura è  riuscita laddove i partiti del centrosinistra hanno fallito per 20 anni:  sconfiggere l’avversario politico Berlusconi". Così il capogruppo della Lega Nord in Palazzo Vecchio Mario Razzanelli. "Arriva così a compimento l’opera cominciata nel ’94, quando al leader
del centrodestra fu recapitato un avviso di garanzia durante i lavori  del G8 a Napoli, per un presunto reato che poi si rivelò del tutto  inesistente. Quell’avviso di garanzia provocò la caduta del primo governo Berlusconi. Nell’augurarmi che la sentenza sia rivista in Cassazione, non posso non  svolgere un ragionamento sul funzionamento della Magistratura nel nostro  paese. Per rendere l’Italia un paese compiutamente civile, occorre una radicale e profonda riforma. Innanzitutto, i magistrati non devono occuparsi di politica: come  avviene in Germania, ad esempio, nella fase del processo al magistrato  non deve essere consentito di rilasciare dichiarazioni. In Italia,
invece, il processo diventa una ribalta mediatica per far diventare il  magistrato di turno famoso. Il passo successivo è l’ingresso in  politica. Ebbene, il magistrato che decide di lasciare il suo posto per  fare politica lo fa, se compie questa scelta, una volta per tutte: è  impensabile che, come Ingroia, un giudice prima si candidi e poi, perse
le elezioni, torni a fare il suo lavoro come se nulla fosse. Terzo: la responsabilità civile dei magistrati. Il magistrato che  sbaglia, una volta che ciò sia stato confermato da una sentenza  successiva, ha il dovere di risponderne a chi dal suo errore è stato  danneggiato, materialmente e moralmente. Infine, la durata dei processi: deve essere assolutamente abbreviata.  Una persona ingiustamente accusata non può passare anni della propria
vita prima di vedersi riconosciuta l’innocenza. Senza una riforma che contenga queste misure, l’Italia resterà un paese  incivile incapace di funzionare. Lo stesso vale per i processi civili. Non è accettabile che la prima udienza di un causa iscritta oggi in Corte di Appello di “Firenze”,non di “Rocca Papero di Sotto”, venga fissata per il 2019"
 

(lb)