Condannati a 7 anni e 6 mesi di carcere gli aguzzini della giovane donna che chiedeva l'elemosina in viale Belfiore

Indagini condotte dalla Polizia municipale in sinergia con i servizi sociali

Gli aguzzini della giovane donna che chiedeva l’elemosina in viale Belfiore sono stati condannati a 7 anni e 6 mesi di carcere per riduzione in schiavitù, lesioni ed estorsione. Ieri, infatti, è arrivata a sentenza la lunga indagine condotta dalla Polizia municipale, che ha proceduto nel silenzio più assoluto sotto il coordinamento della dottoressa Angela Pietroiusti della Procura di Firenze.
Tutto è partito dalle segnalazioni dei cittadini: attraverso numerosi appostamenti, pedinamenti, perquisizioni, accertamenti, anche fuori dai confini nazionali, e una stretta collaborazione con la magistratura, la Polizia municipale ha scoperto che la ragazza, minuta e piccolina, non era una bambina, come sembrava, ma una giovane donna, con un figlio nel Paese d’origine.
Gli agenti hanno capito che la donna era ridotta in schiavitù e, dopo un lavoro di persuasione, l’hanno protetta garantendole un percorso di inserimento nel sociale e hanno aperto un’indagine che ha portato all’arresto dei suoi aguzzini, due uomini, da parte della Polizia di Stato.
“Sono molto soddisfatta dell’ottimo lavoro svolto dai miei agenti - ha detto il comandante della Polizia municipale Antonella Manzione -, grazie all’azione guidata della procura della Repubblica. Questa vicenda dimostra come la nostra attenzione per il territorio sia alta e in certi ambiti sia indispensabile agire con intento non soltanto repressivo, ma prima ancora di tutela di soggetti deboli”. “É indispensabile, dunque, monitorare un fenomeno che sembra solo arrecare fastidio ai cittadini - ha continuato Manzione -, ma spesso nasconde o semplicemente necessita di aiuto o, come in questo caso, necessita di tutela, imponendo tempo e pazienza e non reazioni emozionali. Determinante anche la sinergia con i servizi sociali del Comune”.
“Da un anno la donna è in accoglienza al San Paolino, struttura gestita dalla Caritas, dove è stata accolta, si trova bene e collabora con tutti, sia operatori che ospiti - sottolinea il vicesindaco e assessore al welfare Stefania Saccardi - Da tre mesi, dopo un percorso con i servizi sociali, lavora grazie al progetto Polis per l’inserimento lavorativo, riuscendo così a mantenersi; ha voglia di fare e rendersi autonoma. Questa vicenda prova che grazie alla sinergia con la Polizia municipale si riescono ad ottenere risultati molto positivi”. (fp)