Festival d'Europa, Schirin Ebadi ha ritirato il Giglio d'oro per la giornalista ed avvocata Nasrin Sotoudeh
Il Premio Nobel per la Pace Schirin Ebadi ha partecipato agli eventi del Festival d’Europa a Firenze ed ha ritirato, ieri alle 19 nella Sala delle Miniature a Palazzo Vecchio, il Giglio d’oro per la giornalista e avvocata Nasrin Sotoudeh, prigioniera politica in Iran.
A consegnarglielo il presidente del consiglio comunale Eugenio Giani e la presidente della commissione Pace Susanna Agostini.
Così Agostini ricostruisce la vicenda della Sotoudeh: “da giornalista si appassiona alla salvaguardia dei diritti grazie all'incontro-intervista con la Ebadi. Diventa a sua volta avvocata e difende Schirin Ebadi stessa. Oltre a lei ha difeso donne e molti minori che in Iran possono essere accusati e processati per reati di opinione. Queste le imputazioni per le quali fu arrestata la prima volta. Era incinta di 9 mesi. La notizia fa il giro del mondo, e coi media che ne parlano la dittatura iraniana si accanisce ancora di più. Perseguita la famiglia, in particolare la figlia 12enne. Nasrin ha fatto tre scioperi della fame mettendo a dura prova la propria sopravvivenza. Quando uscirà di galera, per 12 anni non potrà esercitare la professione di avvocato e non potrà lasciare, né lei né la propria famiglia, l'Iran”.
Shirin Ebadi con un appassionato discorso ha ritirato il riconoscimento ringraziando il Consiglio comunale, la città e tutto il popolo italiano per la vicinanza alla causa iraniana. Era presente una folta rappresentanza dell’onda verde e delle famiglie iraniane che vivono a Firenze. Ha partecipato all'evento anche il presidente della commissione Affari Istituzionali On. Valdo Spini.
“L'auspicio – hanno dichiarato Giani e Agostini –è ora che presto sia liberata e possa venire a Firenze con l'amica e compagna di battaglie Ebadi. Ricordando che tra due mesi si rinnova la presidenza iraniana, la preoccupazione per un'accelerazione del processo integralista è forte. Il Giglio d'oro sosterrà l'attesa di democrazia in Iran”.
(fdr)