Scuole d'infanzia pubbliche, l'assessora Giachi replica a Roselli (PdL): «Un allarme ingiustificato lanciato sulla base di dati ancora parziali»

«Un allarme ingiustificato lanciato sulla base di dati ancora parziali». Così l’assessora all’educazione Cristina Giachi commenta le dichiarazioni del consigliere Emanuele Roselli (PdL) sulle liste d’attesa per le scuole dell’infanzia.
«Non tutte le scuole d’infanzia statali hanno pubblicato le proprie graduatorie – ha spiegato l’assessora – e i dirigenti di quegli istituti che lo hanno già fatto e si trovano senza posti disponibili si sono già attivati alla direzione scolastica regionale per chiedere insegnanti in più e, quindi, far fronte alle richieste».
«Il prossimo 6 maggio – ha aggiunto Cristina Giachi – si riuniranno i dirigenti delle scuole d’infanzia comunali con i loro colleghi di quelle statali che hanno liste d’attesa e solo quel giorno capiremo quanti posti mancano e così potremo far fronte, incrociando domanda e offerta, ai bisogni delle famiglie».
«Vorrei infine ricordare – ha proseguito l’assessora all’educazione – che il Comune, con le proprie strutture, svolge un servizio sostitutivo rispetto alle funzioni dello Stato cui competerebbe di garantire a tutti l’istruzione dai 3 ai 6 anni. A Firenze, senza la scuola dell’infanzia comunale, oltre 2700 bambini su 9mila dovrebbero stare a casa o andare in strutture private. Per Firenze lo Stato garantisce solo il 50% del fabbisogno mentre l’amministrazione permette la copertura di circa30%. Per garantire il servizio comunale, nel 2010, sono stati assunti anche 20 nuovi docenti e un altro concorso, per 14 posti, è ancora aperto. Questi due semplici esempi,considerata la gravissima crisi che attraversiamo, forniscono la misura di come siano considerati prioritari gli interventi educativi all’interno del welfare del Comune di Firenze». (fn)