Scuole d'infanzia pubbliche, Roselli (PdL): "Decine i bambini che rimangono fuori"

Il consigliere del PdL: "Pronti a fare la nostra parte: non si può risparmiare sulla pelle delle famiglie"

 

 

“A Firenze il problema delle liste di attesa non riguarda solo i bambini degli asili nido, ma anche quelli della scuola d’infanzia". A dichiararlo è il consigliere del PdL Emanuele Roselli. "Abbiamo ricevuto le numerose segnalazioni da genitori che ancora non hanno avuto alcuna risposta positiva per l'ammissione alla scuola dell'infanzia per il prossimo anno scolastico che partirà a settembre e che saranno costretti, se niente cambierà a dover affidare a nonni o baby sitter i loro bambini. A Firenze- spiega Roselli-  ci sono più di 2.700 posti nelle scuole d’infanzia gestite dal Comune e dallo Stato, ma evidentemente non sono sufficienti a garantire ad ogni bambino di poter iniziare serenamente a settembre la scuola insieme ai suoi amichetti. Le graduatorie esposte poche settimane fa, hanno riservato purtroppo brutte sorprese per alcuni genitori che si sono visti respingere la domanda per alcune scuole dislocate nel loro distretto di riferimento. Non solo. In alcuni casi non è stata fornita loro nemmeno un’alternativa rispetto alla richiesta presentata, lasciando la famiglia in una situazione organizzativa ed economica, di assoluta difficoltà. Non capisco come questo sia possibile – sottolinea Roselli – ;questi bambini non sono mica nati ieri: hanno quasi tutti già 3 anni e mi domando come non ci sia stato modo di organizzarsi per tempo. Non è questo però il tempo delle polemiche: è il momento di lavorare tutti insieme nell'interesse di questi piccoli cittadini. Del resto il percorso scolastico della scuola dell’infanzia, non è solo un luogo di custodia dei piccoli, ma bensì una passo importante nel percorso di educazione, crescita e socializzazione. Non va poi dimenticata, naturalmente, la rilevanza sociale che ha per una coppia di genitori impegnati col lavoro, la possibilità di poter accedere ad un servizio del genere. Le situazioni più critiche si sono verificate nei distretti dei quartieri 1, 2 e 4. A tutti i soggetti competenti,  siano essi dell'Ufficio scolastico Regionale, della Regione Toscana, del Comune o responsabili delle singole scuole,  di adoperarsi al massimo per poter garantire il servizio scolastico a tutti i bambini che hanno fatto domanda nei tempi previsti dalla legge. Tutti i genitori pagano le tasse e tutti hanno diritto a poter vedere il proprio bambino andare a scuola. Sappiamo che la Regione mette a disposizione un contributo pari al 90% delle spese per l’apertura di ulteriori classi rispetto a quelle fin qui previste (le cosiddette “Sezioni di Pegaso”), ma affinché ciò sia possibile occorre che vi sia una specifica richiesta da parte degli istituti interessati e la disponibilità da parte dell’amministrazione comunale a garantire un contributo del 10% del costo totale. Credo che trovare le risorse necessarie per garantire questo tipo di servizio sia un dovere che va oltre ogni logica di partito. Noi siamo pronti a fare la nostra parte”, aggiunge  il consigliere del Pdl Roselli, annunciando la presentazione di una mozione per impegnare la giunta in tal senso.  “Certo è - osserva ancora Roselli- , che conti alla mano, la possibilità di creare posti convenzionati con scuole paritarie di zona per questi casi specifici, sarebbe probabilmente la strada più efficace e logica, in grado di tenere insieme non solo l’interesse dei bambini e delle famiglie interessate, ma anche quello di una più efficiente gestione delle risorse pubbliche, come di fatto già avviene per il "sistema integrato" degli asili nido presenti sul territorio comunale, composto non solo da strutture gestite direttamente dagli enti pubblici”. (lb)