Roselli e Cellai (PdL): "155 milioni di debiti del Comune verso fornitori, 6000 fatture non pagate. Un impegno comune per risolvere il problema. Basta con gli slogan"

"Sono più di 6000 (seimila) le fatture non pagate dal Comune di Firenze alle aziende del territorio, per un valore di quasi 155 milioni di euro. Un insolvenza grave che pesa come un macigno sui bilanci e le casse delle imprese fornitrici, soprattutto in un periodo difficile come questo”. Questa la dichiarazione dei consiglieri PdL Emanuele Roselli e Jacopo Cellai, che per rendere l’idea della situazione hanno ‘cucito’ insieme i dati delle 6000 fatture creando così un enorme poster (vedi foto allegata).
“Inoltre – hanno aggiunto i due consiglieri – è grave che il Comune non solo si trovi in una situazione debitoria molto pesante, ma anche fuori dai dispositivi di legge non conteggiando neppure un euro di interesse. Se è un cittadino o un'impresa a non pagare entro le scadenze, il Comune applica sanzioni e interessi, ma se le posizioni si ribaltano ecco che il Comune non è disposto a riconoscere quando dovuto per il mancato incasso.
La normativa vigente, entrata in vigore il 1° gennaio 2013, obbliga le pubbliche amministrazioni a saldare entro 30 o 90 giorni le fatture dei propri creditori. In caso di mancato pagamento la legge prevede automaticamente a carico del soggetto debitore, una sanzione economica che decorrerà automaticamente dal giorno successivo alla scadenza del termine del pagamento, senza che sia necessaria la costituzione in mora (vale a dire la richiesta scritta al debitore di adempiere all'obbligo).
Tali interessi sanzionatori vengono calcolati prevedendo una maggiorazione di 8 punti percentuali sul tasso fissato dalla Banca Centrale Europea, con una calcolo medio che si aggira quindi intorno alla soglia del 10 per cento sul totale dovuto.
Ciò significa che il Comune ad oggi ha una situazione debitoria di oltre 170 milioni di euro, che peggiora ad ogni giorno che passa”.
“Ma la gravità della situazione non si ferma qui – sottolineano Roselli e Cellai –. Rispondendo alla nostra interrogazione l'assessore Petretto ha dichiarato che il Comune di Firenze, non ha nessuna intenzione di pagare gli interessi dovuti, portando un ulteriore danno alle aziende creditrici.
Inutile nascondersi dietro la solita questione dei vincoli del Patto di Stabilità, nessun vincolo economico giustifica l'insolvenza di fatture datate 2009/2010 e 2011.
Non solo: pur sapendo dei vincoli di tale dispositivo di legge, il Comune non si è fatto problemi ad incrementare la sua situazione debitoria, mettendo a rischio la liquidità di tante imprese locali, ed è paradossale che i vincoli di legge vengano chiamati in causa solo quando fanno comodo, quando cioè si tratta di "non pagare", mentre si ignorano senza problemi quando si tratta invece, come nel caso degli interessi aggiuntivi,di garantire il mancato incasso alle aziende creditrici.
Questa purtroppo la drammatica situazione che chi governa la città ha contribuito ad alimentare e a peggiorare. Stiamo parlando di numeri reali, non di opinioni o di letture politiche di parte.
La nostra speranza è che non siano i fiorentini e le imprese a pagare il prezzo di una politica fatta di slogan e promesse, ma che poi lascia dietro di sé cose concrete come le 6000 fatture non pagate del Comune”.
“Auspichiamo che il Comune avvisi con lettera scritta ogni singola azienda dei tempi necessari per liquidare quanto dovuto, in modo da poter permettere almeno una programmazione minima che non lasci con l'acqua alla gola chi ha investito lavoro e risorse per offrire alla nostra amministrazione materiali e servizi, dando priorità alle piccole e medie imprese piuttosto che agli enti partecipati” hanno concluso i due esponenti del PdL.

(fdr)