Servizi sanitari al Q3: De Zordo e Grassi: "Non si deve spostare anche il Servizio di Salute mentale dal quartiere"

"Il Comune ascolti le richieste di utenti e operatori e si faccia sentire da ASL e Regione"

 Questo l’intervento dei consiglieri Ornella De Zordo e Tommaso Grassi

“La richiesta viene forte e chiara dal "Comitato21 Marzo" e da altre realtà che si stanno opponendo allo smantellamento dei servizi sanitari del Q3: non si deve spostare il Servizio di Salute Mentale dal quartiere, che semmai andrebbe potenziato visti pochissimi mezzi di cui è dotato (una sola macchina per tutto il territorio per i servizi domiciliari).
Il Centro è fruito da ben 827 utenti che hanno bisogno di una continuità di luogo sia per il disagio mentale sia per le difficoltà che molti di loro hanno nello spostarsi con l'uso di mezzi pubblici o privati che siano. Già ora la localizzazione allo IOT non è delle migliori, ma è del tutto inaccettabile il trasferimento in via Lorenzo il Magnifico o in altro luogo lontano come comunicato in data 8 aprile dalla ASL di Firenze.
La motivazione addotta rende ancor meno digeribile lo spostamento: si eliminerebbe dallo IOT questo servizio per far posto all'attività intramoenia dei medici nel pomeriggio. Cioè si sacrifica il servizio pubblico per agevolare l'attività professionale privata. Un bell'esempio della direzione presa dalla sanità toscana!
E meno male che lo stesso Piano Sanitario in vigore prevede la realizzazione di servizi di salute mentale di comunità con l'attivazione di interventi assistenziali che si sviluppino "nella, e con, la comunità locale"; dichiara esplicitamente che tali Servizi devono essere "DIFFUSI SUL TERRITORIO, VERSATILI, CULTURALMENTE INTEGRATI”…..e parla di “servizi di prossimità e di forme di facilitazione dell’accesso ….per intercettare i bisogni non espressi e per offrire le cure necessarie”. Il Comune di Firenze, anche dopo la mozione approvata all'unanimità che impegnava la Giunta a attivarsi per mantenere e riportare i presidi sanitari nel quartiere, faccia la sua parte e non abbandoni i più deboli tra i cittadini di cui dovrebbe prendersi cura. I quali comunque si stanno organizzando con manifestazioni e raccolta di firme insieme agli operatori che vedono sconvolta la continuità del loro servizio di cura e terapia con pazienti spesso faticosamente convinti a rivolgersi a loro”.

(fdr)