Bilancio consuntivo, Gruppo PdL: "Senza le azioni realizzate dal governo Berlusconi l'amministrazione Renzi sarebbe sull'orlo del fallimento"

Roselli e Cellai: "Il sindaco vorrebbe mandare in pensione chi gli ha permesso di salvare i conti del Comune che non sa amministrare"

“Renzi vorrebbe mandare Berlusconi in pensione, ma senza le scelte del suo governo adesso sarebbero i fiorentini ad avere un prospettiva ancor più preoccupante di quella attuale, già di per sé difficile e impegnativa”, questo quanto dichiarato dal gruppo del PdL dopo la relazione dell'assessore Petretto che ha oggi presentato alle Commissioni consiliari il bilancio consuntivo relativo all'anno 2012.
“I numeri parlano chiaro – hanno aggiunto gli esponenti del centrodestra –: ciò che dà ossigeno ai conti del Comune di Firenze sono le scelte politiche e gli accordi presi grazie alla collaborazione con il Governo Berlusconi: l'imposta di soggiorno, che ha portato nelle casse quasi 21,4 mln di euro, l'accordo siglato con il ministro Gelmini e il ministro Tremonti a riguardo del passaggio allo Stato del personale dell'ITI Da Vinci, che ha permesso di ridurre le spese del personale di oltre 12 mln, il risparmio degli affitti maturato grazie al trasferimento di molte sedi giudiziarie nel nuovo Palazzo di Giustizia, totalmente pagato con fondi del governo del centrodestra. Cifre considerevoli che hanno permesso di compensare le scelte sbagliate che sono uscite invece dal cappello del sindaco Renzi: un piano alienazioni che ha costantemente fallito negli anni con un crollo del 50% rispetto a quanto incassato l'anno precedente, e che ha registrato in sede di accertamento il 35% rispetto alle previsioni di quest'anno (che già erano fortemente ridimensionate); la promessa non mantenuta di ridurre le entrate da multe che invece sono aumentate oltre ogni record (quasi 51 mln); una riduzione drastica e significativa delle entrate derivanti dagli oneri di urbanizzazione, quasi 2 mln in meno rispetto al 2010 conseguente anche alla scelta di realizzare un Piano Strutturale a "volumi zero"; l'aumento della spesa corrente che certo non manifesta una certa propensione al risparmio”.
“E' evidente quindi che non si possono delegare tutte le responsabilità della difficoltà di gestione ad un Patto di Stabilità certamente da rivedere, ma che esisteva anche quando il sindaco andava in giro a fare promesse a destra e, soprattutto, a sinistra.
Adesso occorre accelerare sul Bilancio Preventivo: non vogliamo ritrovarci a votare un testo che arriva dopo sei mesi, in cui tutto è già stato deciso senza il voto del Consiglio Comunale. Il Sindaco ci dica subito quali sono i suoi progetti per la città e dove pensa di prendere i soldi necessari a tradurre in azioni concrete le sue tante buone intenzioni che purtroppo non sono buone nemmeno per lastricare le strade che a noi interessano: quelle di Firenze, e non certo quelle che portano a Roma…” hanno concluso Roselli e Cellai.

(fdr)